Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha accolto il ricorso proposto da un operatore, rappresentato e difeso dall’avvocato Cino Benelli, contro Comune di Scorzé per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia dell’ordinanza di sospensione della attività di raccolta dei giochi.

Con tale ordinanza era stata imposta alla ricorrente la chiusura dell’esercizio a seguito della rilevata inosservanza degli orari di funzionamento degli apparecchi automatici di intrattenimento presenti all’interno del locale adibito a sala giochi.

Con il ricorso sono stati dedotti plurimi motivi di censura che hanno interessato il provvedimento di sospensione e quindi secondo il Tribunale “l’atto ad esso presupposto, ossia il regolamento comunale in materia di giochi, laddove prevede gli orari di messa in esercizio degli apparecchi automatici di intrattenimento; che in tale contesto la richiesta di tutela monocratica ex art. 56 c.p.a. è stata motivata espressamente con riferimento al pregiudizio che la società ricorrente subirebbe dall’esecuzione del provvedimento di sospensione dell’attività per trenta giorni a decorrere dal 2 luglio sino al 31 luglio 2021; atteso che la prima camera di consiglio processualmente utile per la trattazione dell’istanza cautelare in sede collegiale è quella calendarizzata per l’8 settembre 2021, quando ormai gli effetti pregiudizievoli della sospensione si saranno verificati; ritenuta, quindi, la sussistenza del pregiudizio dedotto, non riparabile all’esito della camera di consiglio in cui la richiesta verrà esaminata dal Collegio, per cui la richiesta cautelare inaudita altera parte può trovare accoglimento”.