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(Jamma) – Anche a Siena, come a Firenze, assoluzioni con motivazione contestuale all’udienza del 27 aprile 2018.


Si tratta di due processi relativi a titolari di centri di raccolta giochi e scommesse collegati a bookmaker austriaco per fatti risalenti ad epoca successiva al bando Monti.

I due imputati, pur avendo fatto richiesta di licenza di pubblica sicurezza vedendosela negare per la carenza del titolo concessorio in capo alla società tirolese, non avevano poi aderito con la società stessa alla procedura di regolarizzazione di cui alla legge di Stabilità ed anzi, uno dei due aveva intrattenuto un nuovo contratto con altro operatore sempre austriaco (betone365).

Il Tribunale, dopo l’istruttoria, ha assolto con ampia formula i due imputati, assistiti dall’avvocato Marco Ripamonti con studio in Firenze e Viterbo.

Sul bando Monti è stata rilevante la produzione da parte della difesa di elaborato tecnico commissionato dal bookmaker, contemplante il danno che in ipotesi sarebbe stato procurato alla società dalla applicazione della clausola del Bando Monti relativa alla cessione non onerosa dei beni patrimoniali e non alla cessazione dei diritti (100) per i quali il bookmaker stesso aveva concorso alla gara senza conseguirne alcuno ed impugnando contestualmente il bando di gara stesso.

Il Tribunale, valutata anche la mole delle sentenze favorevoli già ottenute dal difensore, ha ritenuto la piena applicabilità al caso della sentenza Laezza della Corte di Giustizia, affermando come la limitata durata dei diritti appena triennale, in combinazione con detta clausola di cessione, abbia reso il bando discriminatorio.

L’avv. Marco Ripamonti, in questo momento impegnato anche nella tutela di diversi operatori nella nota e complessa questione della riduzione delle AWP e sempre in prima linea nel settore dei giochi e delle scommesse, si è mostrato molto soddisfatto per queste ennesime affermazioni.

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