Il Sottosegretario Massimo BITONCI ha risposto all’interrogazione presentata da SoniaFregolent (PD) su riforma del settore dei giochi pubblici.

«Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti, con riferimento al settore dei giochi pubblici, chiedono di conoscere in che tempi si giungerà ad una riforma del settore, in particolare al fine di garantire migliori livelli di sicurezza per la salute e l’ordine pubblico.

Al riguardo, sentiti gli uffici competenti, si rappresenta quanto segue.

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cd. Decreto «Dignità») aveva previsto che il Governo, entro 6 mesi, proponesse «una riforma complessiva in materia di giochi pubblici» in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo, contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario e, comunque, tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate (articolo 9, comma 6-bis).

Tuttavia, nella «Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018» (pag. 8) il Governo, a completamento della manovra di bilancio 2019-2021, ha dichiarato, tra i «collegati» alla decisione di bilancio, anche il «Disegno di legge delega di riordino del settore dei giochi», superando, quanto indicato nel decreto-legge Dignità.

In proposito, si ricorda che l’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità per il 2016) ha previsto che: «Entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età. Le intese raggiunte in sede di Conferenza unificata sono recepite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti».

L’intesa è stata raggiunta il 7 settembre 2017.

Peraltro, la legge n. 205 del 27 dicembre 2017, all’articolo 1, comma 1049, ha previsto che, «al fine di consentire l’espletamento delle procedure di selezione di cui ai commi 1047 e 1048 – vale a dire le procedure di gara in materia di scommesse e di Bingo – le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017».

Allo stato, non risulta che le regioni abbiano fino ad ora adeguato le proprie leggi alla citata intesa.

In ultimo, per quanto concerne l’avvio di un «proficuo confronto tra gli attori direttamente interessati alla complessiva riforma del settore dei giochi pubblici», si osserva che è  che punta a definire un quadro di regole chiare e precise per il gioco ed a rafforzare la tutela della salute del giocatore».

Silvia FREGOLENT (PD) ringrazia il Sottosegretario Bitonci per la risposta fornita, ma non può dichiararsi soddisfatta, poiché si tratta di una risposta tecnica che non dice nulla in merito ai tempi di emanazione dei provvedimenti attesi. Il quadro normativo attuale è talmente complesso che due regioni come Piemonte ed Emilia Romagna hanno regolato il settore attraverso norme completamente diverse. Segnala, inoltre, che nella città da cui proviene, Torino, la Guardia di finanza ha recentemente individuato una truffa multimilionaria perpetrata attraverso le slot machine, proprio perché, in assenza di un quadro normativo definito, le imprese oneste si trovano in difficoltà mentre quelle in mano alla criminalità organizzata fanno ottimi affari.

Accoglie positivamente la notizia che sia in fase di ultimazione la predisposizione da parte del Governo di un disegno di legge delega per il riordino complessivo del settore dei giochi, ma vorrebbe avere ulteriori indicazioni circa i tempi di attuazione. C’è bisogno infatti di una legge quadro che definisca regole chiare e precise in modo che, successivamente, le regioni possano regolare il settore attraverso la normativa di dettaglio. Dichiara quindi la propria disponibilità e quella del Partito Democratico a contribuire alla definizione della citata riforma.