Il Consiglio di Stato ha disposto gli incombenti istruttori in merito al “ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla titolare di una società di Sarcedo (VI), contro il Comune, in cui si chiedeva l’annullamento, previa concessione di misure cautelari collegiali ai sensi dell’art. 55 cod. proc. amm.: della Ordinanza emessa dal Sindaco del Comune di Sarcedo (VI) avente ad oggetto la “Disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, installati negli esercizi autorizzati ex art. 86 e 88 del T.U.L.P.S. RD 773 /1931 e negli altri esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione”.

La ricorrente espone quanto segue. È in possesso di regolare autorizzazione ex art. 86 T.U.L.P.S. per somministrazione di alimenti e bevande con annessa sala giochi, quindi idonea per la raccolta delle giocate tramite apparecchi da gioco lecito di cui all’art. 110, comma 6 lett. A T.U.L.P.S. e risulta altresì iscritta nell’elenco dei soggetti che svolgono attività in materia di apparecchi da intrattenimento con distribuzione di vincite in denaro tenuto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM).

In data 2 luglio 2015, il Sindaco del Comune di Sarcedo, richiamando dati resi pubblici dalla USSL n. 4 dell’Alto Vicentino sulla potenziale presenza di soggetti probabilmente bisognosi di cure nell’intero territorio di competenza della stessa USSL, ha emesso l’ordinanza n. 31 del 2.7.2015 avente ad oggetto “Disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, installati negli esercizi autorizzati ex art. 86 e 88 del T.U.L.P.S. RD 773/ 1931 e negli altri esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione” e pubblicata mediante albo pretorio on-line dal 2.7.2015 al 17.7.2015.

La citata ordinanza, sotto comminatoria di sanzioni amministrative pecuniarie ed interdittive, ha disposto, in via permanente e relativamente a tutto il territorio comunale, un orario di funzionamento massimo degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110, comma 6 T.U.L.P.S., fissandolo dalle “dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 22.00 di tutti i giorni, festivi compresi.

Gli stessi apparecchi nelle ore di “non funzionamento”, devono essere spenti tramite l’apposito interruttore elettrico di ogni singolo apparecchio.

2. A fondamento del ricorso sono dedotti i seguenti motivi.

E’ noto alla ricorrente che la Corte costituzionale, con sentenza n. 220/2014, sulla scorta del c.d. “diritto vivente”, ha affermato che l’Autorità sindacale può limitare l’orario degli apparecchi da gioco lecito di cui all’art. 110, comma 6, T.U.L.P.S. installati all’interno degli esercizi pubblici, facendo uso del potere previsto dagli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, convertito nella l. n. 214/2011.

La parte ricorrente contesta il cattivo uso da parte del Sindaco del Comune di Sarcedo del suddetto potere e, comunque, il superamento dei limiti al suo esercizio individuati dalla stessa giurisprudenza costituzionale e amministrativa, deducendo le seguenti censure.

2.1. Violazione degli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Violazione dell’art. 11 delle preleggi al c.c.. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti.

2.2. Violazione degli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per illogicità manifesta.

2.3. Violazione degli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Violazione dell’art. 6, comma 5, l. n. 180/2011. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per difetto di istruttoria.

2.4. Violazione degli artt. 50, comma 7, e 54, comma 4, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per difetto di istruttoria.

2.5. Violazione degli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per difetto di istruttoria. Eccesso di potere per disparità di trattamento.

2.6. Violazione degli artt. 50, comma 7, T.U.E.L. e 31 d.l. n. 201/2011, conv. l. n. 214/2011. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per travisamento ed illogicità manifesta. Eccesso di potere per difetto di istruttoria.

2.7. Violazione degli artt. 8-bis e 16 della legge 689/1981. Eccesso di potere per contrasto con norma generale.

3. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha trasmesso la relazione indicata in epigrafe.

Vista la relazione trasmessa con nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli con la quale è stato chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto. Considerato con il parere n. 416/2016 indicato in epigrafe è stata respinta l’istanza incidentale di sospensione.

2. Tanto premesso, la Sezione, atteso il contenuto della relazione indicata in epigrafe, invita l’amministrazione a redigere e trasmettere, con ogni consentita urgenza, una integrazione di detta relazione nella quale riferisca analiticamente sui singoli motivi di impugnativa posti a fondamento del gravame e sull’esito del gravame stesso. Ciò in quanto, per un consolidato orientamento della giurisprudenza, le funzioni riferenti di cui all’articolo 11 del d.P.R. n. 1199/1971 comportano una presa di posizione dell’amministrazione in ordine alle singole censure ed all’esito del gravame (pareri n. 2735/2013 della Sezione II; n. 1834/2019 della Sezione I).

3. La relazione integrativa dovrà essere trasmessa alla ricorrente al fine di acquisirne le controdeduzioni e l’amministrazione trasmetterà tali controdeduzioni unitamente alle proprie valutazioni ovvero, in difetto, una comunicazione attestante la mancata presentazione di repliche e controdeduzioni.

P.Q.M.

impregiudicata ogni valutazione in rito e nel merito, sospende l’emissione del parere in attesa dell’adempimento degli incombenti istruttori indicati in motivazione.