Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato contro la Questura di Aosta per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Valle D’Aosta n. 40/2020, resa tra le parti, concernente la revoca della licenza per l’installazione di sistemi di gioco pubblici attraverso l’utilizzo di apparecchi videoterminali in una sala giochi a Quart (AO) per il mancato rispetto del distanziometro regionale.

Si legge: “Considerato che le censure dell’appellante, in questa fase di delibazione sommaria, non appaiono di tale evidente fondatezza da consentire l’adozione della misura invocata, in assenza di contraddittorio; ritenuto che, nel bilanciamento tra interessi contrapposti, escluso che all’appellante sia completamente preclusa l’attività imprenditoriale – che la Costituzione assoggetta a limitazioni con riguardo a valori aventi tutela ancor più prioritaria – nel territorio della Regione, appare in questa sede prevalente l’interesse pubblico generale a contrastare e prevenire la ludopatia; quest’ultima, infatti, tocca non solo il diritto alla salute dei ludopatici, ma anche la loro dignità umana individuale, che come noto è tra i principi con cui la Costituzione vieta all’attività economica ogni contrasto; respinge l’istanza. Fissa per la discussione collegiale la camera di consiglio del 22 ottobre”.