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(Jamma) – L’avvocato Bernardo Procopio, in merito alle precisazione dell’AAMS di Catanzaro, replica alla ricostruzione dei fatti riguardo all’articolo del 16 ottobre u.s. comunicata dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, premettendo che anche l’avvocato difensore “lavora ogni giorno per garantire il rispetto delle regole e delle leggi tenendo sempre un rapporto di collaborazione e di rispetto nei confronti delle Istituzioni, presso le quali mi trovo a perorare le cause dei miei assistiti, cercando di far valere le opzioni ed i diritti che la legge assegna loro”.

«La vicenda – scrive l’avvocato Procopio – prende inizio, da un sequestro di apparecchi, che veniva eseguito in data 07/02/2017, da personale AAMS, insieme a personale della Guardia di Finanza.

Il sequestro degli apparecchi, veniva così giustificato – cito testualmente quello riportato in verbale – : “Attesa l’assenza della connessione alla rete internet, di cui non si è constatata la causa, gli operanti non hanno potuto accertare, al momento, se gli apparecchi consentano, comunque, la connessione ai siti di gioco; tuttavia, tenuto conto di altre perizie tecniche effettuate dalla SOGEI, su richiesta degli uffici dei Monopoli, su apparecchi similari è risultato che l’installazione di tali apparecchi, anche in considerazione dei ripetuti casi di difformità riscontrata, non appare lecito, attesa la netta separazione tra raccolta fisica dei giochi pubblici con vincite in denaro, di cui all’Art. 2 comma 2° bis del D.L. 40/2010 e raccolta a distanza dei giochi suddetti,…(omissis) … pertanto si è proceduto al Sequestro Amministrativo ex Art. 13 della Legge N. 689/91, in violazione all’Art. 7 comma 3° quater del D.L. 158/2012, all’Art. 1 comma 646° della Legge 190/2014 ed all’Art. 1 comma 923° Legge 208/2015, subordinando l’eventuale contestazione delle violazioni amministrative, all’esito della perizia, che l’ufficio dei Monopoli, chiederà con urgenza a SOGEI“.

Ebbene, la perizia SOGEI, veniva effettuata con celerità, tant’è che veniva acquisita al protocollo AAMS, in data 07.04.2017 al n. 10341.

In data 12/04/2017, veniva notificata alla parte verbale di contestazione, precisamente il n. V5071017/65AQ3UWC, nel quale non vi è cenno delle risultanze della perizia effettuata da SOGEI, e con il quale venivano contestate alla parte, tutte le violazioni riportate in verbale di sequestro, confermando il sequestro amministrativo di tutti gli apparecchi, giustificando tale modo di agire solo con la locuzione “per i motivi riportati nel verbale di sequestro”, senza fare cenno alcuno alle risultanze della perizia SOGEI.

Questo atto ufficiale di AAMS, smentisce quello scritto nelle precisazioni fatte uscire sulla rivista (Jamma.it), non è quindi, assolutamente vero che AAMS, come si scrive nelle precisazioni, dissequestrava l’apparecchio, in pieno ossequio della legge, all’esito della perizia SOGEI, ma è vero il contrario, manteneva saldo il sequestro.

Successivamente, in data 11/05/2017, il sottoscritto, dopo aver ricevuto incarico dalla parte, producevo ricorso ed opposizione al sequestro, ex art. 18 e 19 L. 689/91, chiedendo il dissequestro degli apparecchi, e contestando il modo di agire dell’ente, mettendo l’accento principalmente sull’illogica motivazione del verbale di contestazione del 12/04/2017, atteso che l’AAMS, nello stesso non aveva fatto cenno alla perizia SOGEI, venendo meno a quelli che erano i presupposti dichiarati nel verbale di sequestro, cioè di contestare le violazioni, dopo la perizia SOGEI, dato che all’atto dell’accesso, non era stato possibile per gli operatori accertare nulla, e che il sequestro era stato eseguito solo per similitudini con apparecchi simili.

Dopo aver ricevuto il ricorso, inviato dal sottoscritto, quindi il ricorso esiste e come se esiste, contrariamente, anche questo, a quanto affermato nelle precisazioni, in data 16/05/2017, con atto prot. AAMS di Catanzaro n. 0012846, il direttore dell’ufficio AAMS di Catanzaro, notificava al sottoscritto difensore Avv. Bernardo Procopio, un atto a sua firma con il quale, accogliendo i motivi del ricorso prodotto, DISSEQUESTRAVA l’apparecchio n. 1, motivandolo così: “in quanto dalla perizia SOGEI emerge che sull’apparecchio n.1 non è stato possibile effettuare l’analisi del disco rigido a causa di errori occorsi in fase di copia forense”».

Questi secondo l’avvocato Procopio sono i fatti, che dimostra producendo atti e documenti.

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