Raccontare il valore sociale ed economico del gioco legale (slot, bingo, scommesse, lotto, ecc): ecco, in estrema sintesi, l’obiettivo del Rapporto sul Gioco Legale presentato da Lottomatica/Censis.

Infatti, troppo spesso il gioco, pratica umana antica e consueta, esito di stimoli diversificati, viene identificato con la sua versione patologica e ridotto ad impulso  incontrollabile. Di conseguenza viene sottaciuto che il sistema del gioco legale è un settore economico con imprese, occupati e proventi fiscali per la collettività, un universo altamente regolato dallo Stato e gestito da concessionari, cioè gruppi imprenditoriali affidabili, verificati e capaci. E viene anche misconosciuta l’essenza della sua funzione sociale: l’essere il nemico più irriducibile del gioco illegale, di solito controllato dalla criminalità.

Le prolungate chiusure del periodo pandemico, che hanno duramente colpito l’economia del gioco legale, ne hanno quasi paradossalmente evidenziato il valore sociale. Ecco perché è tempo di valutare con attenzione estrema ruolo e funzione reale del sistema del gioco legale, che è ben altro dalle rappresentazioni semplicistiche e demonizzanti che sono alla base di un’autolesionistica cultura proibizionista.

Ludopatia: capirla per agire bene

Molto si è parlato nel tempo di ludopatia, meno è stato fatto per dotarsi di strumenti di conoscenza puntuale e per l’attivazione di un sistema integrato, sanitario e di comunità, di contrasto.

Prioritaria è pertanto l’attivazione di un sistema di prevenzione e riabilitazione molto personalizzato, che consenta di individuare precocemente i rischi e attivare tempestivamente soluzioni modulate sul singolo caso.

Vietare il gioco tout court resta una pericolosa scorciatoia, che favorisce il gioco illegale, clandestinizza i giocatori compulsivi lasciandoli soli di fronte ai problemi e, in ultima analisi, poco fa per combattere efficacemente il costo sociale e umano delle ludopatie.

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