La Squadra mobile di Bologna – IV Sezione contrasto al crimine diffuso -, alla fine dell’indagine coordinata dal pm Domenico Ambrosino, questa mattina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro pregiudicati bolognesi, tra i 47 e i 50 anni, responsabili di altrettante rapine aggravate dall’uso delle armi, commesse nel bolognese tra i mesi di luglio e ottobre del 2019.

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L’ indagine, iniziata a fine luglio del 2019 sino al mese di marzo 2020, ha permesso di individuare una banda composta da italiani pregiudicati per reati specifici, originari o residenti nel quartiere della Barca, che si era specializzata in assalti a centri scommesse, sale slot e supermercati.

Diversi i reati contestati agli indagati: rapina aggravata, ricettazione, porto e detenzione di armi da sparo e un tentativo di furto di un motorino durante le indagini, sventato dagli Agenti della Squadra Mobile.

Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti e il modus operandi della banda: due dei componenti, in sella di un motorino rubato, facevano irruzione nel locale da rapinare con il casco integrale e, dopo aver portato a termine il colpo, fuggivano per poi abbandonare il motorino e salire a bordo di un’auto “pulita”, guidata da un terzo complice.

Dalle ricostruzioni, questo modus operandi è stato messo in atto per due rapine ad una sala slot e di una ad una sala scommesse nel Comune di Monte San Pietro (BO), messe a segno tra luglio e agosto dello scorso anno. Ingente anche il bottino, circa 10.000,00 euro.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è stata la rapina ad un supermercato di San Giovanni in Persiceto (BO) nell’ottobre del 2019, durante la quale i rapinatori, approfittando della sola presenza dei dipendenti, alle 6.30 del mattino avevano provato a impossessarsi dei soldi presenti nella cassaforte. Con delle fascette da lavoro, avevano legato a terra tutti i dipendenti fuggendo però poi all’arrivo delle volanti della Polizia.

Gli investigatori hanno accertato che i rapinatori non erano improvvisati, non avendo commesso mai errori, fuggendo sempre al momento giusto e scegliendo obiettivi poco coperti da telecamere.

E’ stato però un dettaglio a tradire i rapinatori, in quanto uno di loro, durante una rapina, ha indossato una maglia con la quale, tempo prima, era stato fotografato dalla Squadra Mobile e proprio dal particolare si è riusciti a ricostruire nei dettagli la composizione del gruppo criminale e i partecipanti ai singoli episodi.

Dai servizi di appostamento, all’analisi dei dati del traffico telefonico, e poi intercettazioni telefoniche ed ambientali con il successivo rinvenimento di alcuni capi di abbigliamento utilizzati durante le rapine.

Durante le indagini è stata sequestrata una pistola, una Beretta modello 51 calibro 7.65, perfettamente funzionante, rubata nel 2009 a Piacenza e utilizzata durante alcune rapine.

Il pubblico ministero ha richiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere concessa dal GIP del Tribunale di Bologna, Gianluca Petragnani Gelosi. Gli indagati sono stati così condotti alla Dozza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.