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Sono oltre 150 gli emendamenti presentati alle Commissioni riunite Finanze e Lavoro all’articolo 9 del disegno di conversione in legge del Decreto Dignità, che prevede il divieto assoluto di pubblicità del gioco e l’aumento del Preu per gli apparecchi da gioco lecito.

L’esame dell’ammissibilità degli emendamenti è iniziata nella giornata di ieri, 23 luglio, mentre il testo è atteso in aula, per la discussione generale, giovedì 26 luglio.

«Tutto cambia -commenta il presidente AS.TRO, Massimiliano Pucci – perchè nulla cambi: sembra essere questo il comune denominatore che collega il Decreto Dignità ai numerosi emendamenti presentati allo stesso.
Oltre alla previsione del divieto assoluto di pubblicità – sul quale ribadisco la possibilita di trovare un’alternativa contemperando i diversi interessi in campo -, ancora una volta assistiamo all’ennesimo innalzamento dell’aliquota Preu sugli apparecchi da gioco.

Così facendo si persiste nella volonta di danneggiare solo le aziende di gioco senza preoccuparsi realmente della tutela del giocatore.

La macelleria fiscale dell’ultimo triennio e la nuova ventata di proibizionismo locale stanno costringendo gli imprenditori che si occupano di gioco a mollare, cedendo il passo alle organizzazioni criminali, e l’ultima relazione Dia lo ha confermato.

Tra i vari emendamententi, attenzione poi alla proposta sui pagamenti elettronici.

In una fase in cui è evidente la richiesta – proveniente dai territori – di una decrescita dell’offerta e della spesa di gioco, c’è ancora chi propone emendamenti sul pagamento elettronico: anche un bambino sa che sostituire la monetina con la carta di credito significa far perdere al giocatore la percezione di quanto sta spendendo.

E’ una misura pericolosissima per le ricadute sociali che comporterebbe: gli studi scientifici lo hanno dimostrato ed alla Politica chiediamo di sostituire le proprie convinzioni personali con le evidenze scientifiche.

Sarebbe più efficace, invece, sfruttare la tecnologia di cui vive il settore per recepire le istanze che invocano una maggiore sicurezza per il prodotto gioco: l’industria può – ed è in grado di – rispondere a tutte quelle richieste, ad esempio, costruendo prodotti capaci di avvisare l’utente quando esagera, capaci di controllare la maggiore età del giocatore o tracciare il flusso di gioco per impedire i fenomeni di riciclaggio».

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