Dissequestrati, in parte, i beni appartenenti a una famiglia d’imprenditori nisseni che opera nel settore delle slot machine, in passato rimasta coinvolta in una maxi inchiesta incentrata proprio su presunte truffe allo Stato con “macchinette” ritenute taroccate e la sospetta imposizione, ai gestori di locali, delle stesse slot con il sostegno di esponenti mafiosi. Contestazioni che poi sono cadute nel vuoto.

Quell’inchiesta – si legge su castelloincantato.it – ha fatto scattare nove anni fa un sequestro milionario, poi confermato dal tribunale, e che adesso in appello è stato in parte revocato.

In ballo v’è stato un tesoro, stimato dagli inquirenti in oltre sette milioni di euro. La corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta da Andreina Occhipinti, ha in parte restituito quei possedimenti. Perlopiù immobili a Caltanissetta ed a Campofelice di Roccella. Ma sono rimasti sequestrati – oltre a ulteriori beni – anche tre società e una ditta che facevano capo alla stessa famiglia.