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Il primo risultato è l’impegno, da parte del presidente del consiglio Nino Boeti di incontrarli in audizione. Stiamo parlando degli operatori del gioco legale che oggi hanno manifestato di fronte alla sede del Consiglio Regionale del Piemonte. Il presidente è sceso in piazza conclusione dei lavori del Consiglio per spiegare l’impossibilità di ricerverli per impegni già assunti in precedenza. “Abbiamo fissato un incontro per la prossima settimana con i vostri rappresentanti. E’ chiaro che continuate a difendere, legittimamente, i vostri posti di lavoro  però bisognerà che si modifichi qualcosa all’interno. So che alcuni consiglieri ( per l’esattezza Luca Cassiani ndr) stanno preparando degli emendamenti da inserire in una proposta di legge  che dovremo approvare e questa è l’unica strada percorribile in questo momento. Io farò da arbitro e cercherò di capire come procedono le cose”. “Credetemi sul fatto che i rappresentanti che sono venuti la scorsa settimana sono stati chiarissimi su quello che sta succedendo. La verità è che questo è un disegno di legge che è stato approvato all’unanimità e quindi è difficile invertire  le decisioni prese”. “Martedì prossimo alle 13,00 noi incontriamo i rappresentanti o se volete anche le delegazioni di lavoratori. Noi non abbiamo un interesse a togliere il lavoro. La politica dovrebbe dare un unico grande obiettivo, migliorare la qualità della vita dei cittadini e questo passa attraverso il lavoro e la casa” ha concluso.

I manifestanti hanno chiesto la modifica della legge sulle slot approvata lo scorso maggio. O almeno vogliono che non sia “retroattiva”, che coinvolga cioè anche i locali e gli apparecchi già attivi prima della legge. Sono i lavoratori del gioco “legale” (non vogliono sentir parlare di “gioco d’azzardo”), penalizzati dalle nuove norme in particolare sulle slot machine.

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