I locali pubblici del Piemonte sanzionati in queste settimane per la presenza di slot e videolotterie in contrasto la norma che impone una distanza minima dai luoghi sensibili, ma anche per la violazione del divieto di oscuramento delle vetrine.

Una beffa per molti esercizi pubblici del Piemonte la sanzione contestata dagli agenti della Polizia Municipale per aver contravvenuto al divieto di oscuramento che, come previsto dall’articolo 13 della legge regionale sul gioco d’azzardo, si applica a tutti gli esercizi pubblici e commerciali, comprese le sale giochi e sale scommesse, aventi gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931.

La tempistica di adeguamento prevista infatti è la stessa del cosiddetto distanziometro. Così può accadere che l’esercente sanzionato per il mancato adeguamento alle distanze minime si veda contestare anche una sanzione per il divieto di oscuramento delle vetrine.

La norma regionale sulle distanze minime e le tempistiche di adeguamento

 

La Legge Regionale del Piemonte su gioco d’azzardo è entrata in vigore il 20 maggio 2016. Con riferimento agli obblighi di adeguamento rispetto alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili si  prescinde dalla tipologia dell’attività esercitata, in quanto il rispetto delle distanze è riferito all’installazione e collocazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

Pertanto, rispetto agli obblighi di distanza, i termini di adeguamento previsti sono i seguenti:

  • entro diciotto mesi (ovvero entro il 20/11/2017) per gli esercenti che, alla data di entrata in vigore della Legge regionale 2 maggio 2016 n. 9, gestiscono gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e in tutti i locali pubblici o aperti al pubblico
  • entro tre anni (ovvero entro il 20/05/2019) per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della Legge regionale
  • entro cinque anni (ovvero entro il 20/05/2021) per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse nel caso in cui le relative autorizzazioni siano state rilasciate a partire dal 1° gennaio 2014
  • entro i cinque anni (ovvero entro il 20/05/2021) per i titolari delle sale scommesse nel caso in cui le relative autorizzazioni siano state rilasciate tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016

L’articolo 134 della legge regionale 17 dicembre 2018, n. 19 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018.) ha apportato modifiche all’articolo 13 della L.R. n. 9/2016 e si applica dal 17 dicembre 2018.

Il nuovo art. 13 prevede infatti anche una tempistica di adeguamento nei confronti degli esercenti che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del regio decreto n. 773/1931, collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, di circoli privati ed in tutti i locali pubblici od aperti al pubblico e ai titolari di sale gioco o scommesse che si trovino a non rispettare più le distanze dai luoghi sensibili (ad es. chiese, scuole, banche, ospedali…) per fatti sopravvenuti.

Ciò significa che si applica agli esercenti e ai titolari che gestivano gli apparecchi per il gioco in regola rispetto alle disposizioni di cui all’articolo 5 (relativo ai limiti distanziometrici) e che successivamente non lo sono più, in quanto vicino al loro locale è stato aperto un cd luogo sensibile.

Gli esercenti che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. n. 773/1931 collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, di circoli privati ed in tutti i locali pubblici od aperti al pubblico dovranno adeguarsi entro i quattro anni successivi alle situazioni sopravvenute.

I titolari di sale da gioco e di sale scommesse che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. n. 773/1931 dovranno adeguarsi alle disposizioni entro otto anni successivi alle situazioni sopravvenute.”