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(Jamma) – “Il 25 aprile – scrive Patrizio Perla, consigliere SAPAR – è una data che 72 anni fa ha sancito la liberazione del nostro Paese dal nazi-fascismo”.
“Una data – prosegue Perla – ritenuta quale inizio per fondare e creare uno Stato democratico, con dei valori condivisi, che voleva ricomporre la frattura di una guerra civile che aveva diviso il Paese, conseguenza di uno dei più sanguinosi conflitti mai avvenuti al mondo.
La Costituzione è la carta delle regole scritte a garanzia di tutti.
Nel corso della storia, come sempre, ma mai come oggi, ci sono stati i vari opportunisti e voltagabbana che a seconda dei propri interessi sono passati con estrema facilità da un versante ad un altro, magari opposto.
Fino a qualche anno fa gli ideali erano motivo di scontro-confronto tra le diverse posizioni politiche e sociali, chiaramente in un contesto legale e democratico, ma il tutto era svolto nel rispetto delle regole che i padri costituenti avevano scritto.
Una volta si studiava una materia oggi purtroppo abrogata, ‘educazione civica’ che ha fatto crescere quelli della mia età con i capelli bianchi (o senza capelli) con dei valori di democrazia e libertà che ci fanno rifiutare e combattere tutte le varie forme di violenza e di ingiustizia autoritaria.
La violenza non si manifesta solo nella forma di aggressione fisica, è violenza quando dopo una vita di lavoro si percepisce una pensione di 600 euro ed un affitto ne costa 400, è violenza quando i giovani non trovano lavoro e sono costretti ad emigrare (peraltro vengono pure ‘sfanculati’ dal Ministro del lavoro), è violenza quando il lavoro viene tolto in forma subdola applicando una tassazione iniqua, assurda ed usuraia da parte dello Stato.
Il primo articolo della nostra Costituzione recita solennemente: «l’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti delle Costituzione».
Noi oggi siamo costretti da un Governo di non eletti, (ed è il quarto) da un Parlamento eletto da una legge incostituzionale, a dover chiudere le nostre aziende perché con la tassazione impostaci non rimarranno più margini per poter esercitare il nostro sancito e sacro santo diritto al lavoro.
Allora veramente mi ‘incazzo’ e mi sento preso in giro quando leggo le dichiarazioni di un certo ex presidente del Consiglio, ed ombra dell’attuale, che si vuole appropriare del MIO 25 aprile dichiarando ‘di augurare a tutti ed a ciascuno un buon 25 aprile. Senza polemiche , senza odio senza meschinità’.
Caro Renzi, sopra ho detto che sono una persona profondamente democratica, ma essere democratici non è sinonimo di ‘coglionaggine’.
Se la data di oggi è stata considerata l’inizio della Costituzione, non era forse Lei che la voleva cambiare a suo favore ed interessi vari? Per fortuna il risultato del Referendum previsto dalla stessa per i casi di usi impropri (come il suo) l’ha messa in un angolo in modo netto.
Sappia allora che io non ho odio ma mi lasci la libertà di essere polemico, ed a Lei lascio quella di essere meschino.
Da avversario la informo che il nostro settore si sta preparando per una data imminente che a Lei sta molto a cuore che è quella del prossimo 30 aprile, in cui si svolgeranno le primarie del suo partito.
Tutti i gestori, e quanti più esercenti possibili, si recheranno ai seggi con l’iscrizione RIES nella mano destra, la tessera elettorale in quella sinistra, ed i 2 euro in bocca.
Il nostro voto sarà contro di Lei, contro i sottosegretari che l’appoggiano e contro tutto il sistema arrogante che avete creato i questo Paese.
Viste le dichiarazioni dello sfidante Andrea Orlando riguardanti il nostro settore, credo di poter individuare in Michele Emiliano Presidente della Regione Puglia il nostro candidato di scopo.
Chiarisco e ribadisco a tutti i colleghi, che non è un voto per, ma un voto contro, poi alle prossime future e speriamo imminenti elezioni ognuno voterà a seconda delle sue idee, convinzioni e coscienza con la speranza, anzi la certezza di mandare a casa chi oggi vuole mandare noi a casa”.

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