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(Jamma) – «L’estate sta finendo… come ci ossessionava un tormentone di oltre 30 anni fa, con le prime piogge ed un calo delle temperature termina una delle estati più calde e torride degli ultimi cento anni. Un’estate che tanti danni ha causato sopratutto nel nostro Paese, sia a livello della natura incendi siccità sia a livello umano».


Inizia così la riflessione di Patrizio Perla che scrive alla Redazione: «Recenti, qualificati e pubblicati studi scientifici (Psycologist for social responsability, Stress and Health, Actas Espanolas de Psiquiatria)hanno dimostrato come l’ondata di calore è associata a tassi maggiori di stress, aggressioni, stupri, depressioni e comportamenti violenti, irrazionali e schizofrenici.

Purtroppo la cronaca ha confermato la fondatezza di tali studi ed è stato un susseguirsi di atti violenti che possono essere fisici, morali o economici, uno stupro su una spiaggia o in un ascensore è deprecabile, gravissimo ed inumano, ma non lo è da meno lo stupro che è stato perpetrato ai danni di una categoria lavorativa.

Innanzitutto, per l’ennesima volta vorrei urlare, che dietro una “categoria” non ci sono solo numeri ma soprattutto PERSONE, e privare un uomo del suo lavoro, equivale a privarlo della sua dignità, proprio come uno stupro, e per di più non effettuato in un momento di pazzia o come conseguenza di assunzione di alcol o droghe, ma lucidamente programmato e scientificamente portato a termine.

I nostri politici sono conosciuti in tutto il mondo per la loro operosità ed attaccamento al lavoro, dei veri stakanovisti e spesso proprio quando non riescono a chiudere la giornata lavorativa di 24 ore su 24 e di 7 giorni su 7 sono costretti ad approvare delle leggi, o a trovare degli accordi o di notte o a ridosso del periodo estivo appena prima dell’inizio delle loro lunghe ferie (quest’anno è stato superato ogni record).

Raramente questi incontri “last minute” sono dovuti a situazioni di vera emergenza, quasi sempre sono utilizzati per approvare porcherie approfittando del fatto che parte dei parlamentari e l’opinione pubblica sono già con la testa al mare. Storia vecchia!

Gramsci diceva che “la storia insegna, ma non ha scolari”.

Anche questa volta, purtroppo, non siamo stati bravi scolari a dare il giusto valore ad un incontro (3 agosto) coincidente con la chiusura dei lavori parlamentari e fortemente voluta dal Sottosegretario con una convocazione straordinaria della Conferenza unificata, nella quale si è, usando un termine scientifico, abbassato le braghe cedendo quasi totalmente dalle sue posizioni che per quattro anni hanno ingessato la condizione per trovare una soluzione condivisa.

Viene rimandato l’appuntamento al 7 settembre, data scelta non a caso visto che il Parlamento riaprirà i battenti solo il 12, in questo incontro l’abbassamento è fisico e geometrico (90°) ed esce un accordo tra l’assurdo ed il vergognoso come se in questi ultimi quattro anni nulla fosse successo.

Si sono riempiti la bocca, i giornali ed i telegiornali presentandosi come salvatori della salute pubblica, ripetendo come un mantra un termine che oramai sembrava contagioso più dell’ebola solo a pronunciarlo “LUDOPATIA”, tutto era stato fatto per combattere la LUDOPATIA.

Psicologi, scienziati, dottori, preti ed avvocati si sono spesi in studi e ricerca di soluzione i per debellare la “LUDOPATIA”.

Il buon sottosegretario ed i rappresentanti di Comuni e Regioni invece ci hanno dimostrato che la soluzione era semplice ed a portata di mano.

La “LUDOPATIA” si risolve immediatamente con la “LUCRAZIA”, se poi il prezzo da pagare (per gli altri) è la DEMOCRAZIA… pazienza.

Continuare a sostenere alcune tesi indifendibili, come quelle che ricorderò appresso fa sembrare il tutto come una commedia all’italiana ma con una chiara produzione e regia estera, potere della “LUCRAZIA”.

Ho quasi la nausea a ribadire al solito disco rotto che rimane sordo come chi proprio non vuol sentire e che ancora ripete la storia ammuffita dell’introduzione dei 100 euro sul VLT, come se non sapesse che la giocata è di 10 euro ovvero 10 volte tanto quella delle AWP che vuole prima ridurre e poi eliminare, senza ripetere l’ennesima volta la risposta che già gli è stata data da una associazione di categoria ai vari punti che ripete ciclicamente, perché coincide con la stessa che continuamente il buon Bernardi ed io gli sottoponiamo (l’ho fatto anche con una lettera aperta alla quale non ho mai avuto una risposta), mi sembra tutto inutile perché la razionalità probabilmente si applica a seconda dei valori materiali e no di quelli mentali.

Vorrei però dedicare un pensiero anche alla paladina della difesa dalla LUDOPATIA (ma solo la slot) della Regione Lombardia che trionfalmente ha visto “tutelata la legge regionale” e udite udite “che i Monopoli di Stato forniscono gratuitamente i dati sulle giocate alle Regioni che ne facciano richiesta”.

Mi sono ricordato che l’assessore in questione ha finanziato nel 2015 con una cifra di circa 470.000 (quattrocentosettantamila) euro la mappatura degli apparecchi sul territorio a favore di Comuni come Stradella, Luino, Gonzaga, Desenzano sul Garda, Seriate, Como, Borgo Virgilio, Ospitaletto, Agrate Brianza ed Erba, quando il tutto era acquisibile con un semplice click sul sistema dei Monopoli di Stato.

Sempre considerando che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina, un dubbio mi sorge spontaneo: non sarà per caso che i fruitori di simili somme possano essere associazioni o società riconducibile a qualche politico locale? Mafia Capitale e Cara di Mineo docet.

Visti poi gli 8,2 milioni assegnati alla Lombardia nella finanziaria 2016, gli altri 2 stanziati nel 2017, a fronte di così alti importi, quali sono i numeri reali da mettere sul piatto? Più precisamente i ludopatici a fronte di una delle leggi regionali più restrittiva sono diminuiti? Oppure c’è un uso strumentale del problema?

A mio modesto avviso una segnalazione alla Corte dei Conti su come viene speso il denaro pubblico, sarebbe doverosa.

Oramai abbiamo a disposizione solo due possibili soluzioni, la via legale e quella politica.

Questo scellerato accordo fatto sulla nostra pelle, per alcuni dei firmatari è stato siglato con fini elettorali, visto il prossimo appuntamento alle urne, però mi è gradito ricordare, a chi vuole intendere, che se ad esempio il referendum del 4 dicembre 2016 nulla ha insegnato, vuol dire che anche il politico è veramente un pessimo “scolaro”.

Utilizzando un obsoleto termine sindacale, ci aspetterà un “autunno caldo”, tutti dovremmo perseguire lo stesso fine, che è la difesa del nostro lavoro, e che noi abbiamo fatto diventare grande, magari si seguiranno strade diverse, ma tutte devono guardare nella stessa direzione ed allo stesso obiettivo.

Oggi giungono notizie drammatiche per il maltempo e l’occasione mi è propizia per esprimere cordoglio alle vittime, le temperature più miti ci permetteranno di essere più razionali ed attenti e quando magari usciamo da un locale e ci becchiamo un bell’acquazzone potremmo dire con soddisfazione e convinzione: “piove GOVERNO LADRO!”».

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