Manovra di Bilancio docet: quando si parla di slot, ovvero apparecchi a vincita limitata e Videolotterie, l’istinto è sempre quello: fare cassa e giustificare qualsiasi cosa in nome della lotta alla ludopatia.

Del resto il Decreto fiscale in fase di conversione al Senato, ma già in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale, introduce un aumento del prelievo erariale sulla raccolta delle slot, oltre ad altri balzelli come la tassa per l’iscrizione nel registro unico degli operatori del gioco pubblico. E poco importa se il provvedimento rientra, per il Parlamento, tra i provvedimenti finalizzati ad incrementare le entrate, e non a garantire la salute pubblica.

E allora qual è il confine tra le misure per il contrasto al gioco patologico e il conseguimento di maggiori entrate. Perché, specie se gli interventi non sono estesi a tutta l’industria nazionale, così poca chiarezza su quanto viene incassato dai gestori delle slot?

Perché, sia chiaro, per chi non lo sapesse, il prelievo erariale unico, su cui l’attenzione del Governo pare essersi concentrata negli ultimi anni quasi fosse l’unica fonte di denaro certa nel Paese, non è l’unica ‘tassa’ a pesare sugli operatori.

Degna di nota, ma mai riferita dagli amministratori, è ad esempio la cifra che il comparto dell’apparecchio da intrattenimento della sola Regione Lombardia sborsa ogni anno per i corsi di formazione sui rischi del gioco patologico.

Di punto in bianco, grazie alla entrata in vigore della legge regionale del 2013, che introduce l’obbligo di partecipare a corsi di formazione per i gestori di locali e sale da gioco ove sono installate le apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito (definizione testuale della legge stessa), un certo numero di Enti accreditati ai servizi formativi in Regione Lombardia si sono visti ‘piovere addosso’ la fortuna di poter beneficiare di una interessante fonte di finanziamento: i gestori, per l’appunto.

Solo nel 2018, di 100 euro in 100 euro (questo il costo medio di un corso), tutti coloro che hanno a che fare con le slot in un locale pubblico, hanno sborsato, in totale, oltre 733 mila euro.

Solo quest’anno gli iscritti a corsi di prima formazione sono stati 1.554.

A questi vanno aggiunti i 5.783 che invece hanno dovuto, sempre perché lo prevede la stessa legge, frequentare il corso di aggiornamento. In questo caso l’obiettivo è : sensibilizzare i gestori sull’importanza degli aspetti relazionali; fornire strumenti utili e indicazioni operative per la comunicazione con la clientela, per ridurre il rischio di gioco d’azzardo patologico e per declinare in modo appropriato le competenze acquisite in relazione alle specifiche caratteristiche dei diversi contesti di gioco; presentare gli aggiornamenti relativi agli aspetti normativi e alle strutture territoriali preposte alla prevenzione. Il tutto per le solite 100 euro.

Ma in fondo che sono 100 euro! Pochi spiccioli, ma anche molti. E’ possibile che questi aggiornamenti debbano essere ‘somministrati’ attraverso un corso da 100 euro? In fondo si tratta di aggiornamenti relativi agli aspetti normativi (se ce ne sono, e non sembra siano stati molti negli ultimi anni) e alle strutture territoriali preposte alla prevenzione (le possiamo contare??).

Possibile non ci siano strumenti alternativi per rendere accessibili queste informazioni, magari via web, ricevendo un feedback dal destinatario?

700 mila euro circa l’anno, per i cinque anni dalla entrata in vigore della norma regionale, fanno un sacco s soldi. Milioni di euro sborsati in nome delle slot, come sempre. mc