Sull’Ordinanza con cui il Tar Lazio ha negato la sospensiva alle attività del settore giochi avverso il DPCM scorso i difensori dei ricorrenti, Avv. Gianfranco Fiorentini, Avv. Marco Ripamonti e Avv. Carlo Lepore, hanno reso il seguente comunicato:

“Il TAR del Lazio è stato chiamato a giudicare in via cautelare la legittimità del DPCM del 3.11.2020. Con l’ordinanza del 2.12.2020 il Tribunale stesso ha rigettato la sospensiva compensando le spese della fase cautelare. La motivazione si radica sui seguenti passaggi logici giuridici. La pandemia e dunque la situazione emergenziale correlata al Covid -19 rende applicabile il principio di precauzione in forza del quale vengono individuate e selezionate solo alcune attività imprenditoriali meritevoli di proseguire il loro svolgimento. Ciò posto, il TAR ha ritenuto non fondata la domanda cautelare in quanto il periodo di limitazione della raccolta del gioco all’interno degli esercizi pubblici (bar ecc.) è circoscritto (“periodo limitato” dal 3.11.2020 al 3.12.2020) ed in quanto al momento dell’adozione del provvedimento impugnato (3.11.2020) risultava una “recrudescenza dei valori di diffusione dell’epidemia”. Nel caso di specie, il Tribunale ha dunque valutato ragionevole escludere la presenza di ulteriori avventori (giocatori) negli esercizi pubblici (bar, ecc.) per i quali il provvedimento impugnato ha garantito l’apertura dalle ore 5.00 alle ore 18.00. Orbene, alla luce della traccia motivazionale di cui sopra, può ragionevolmente affermarsi che il prossimo DPCM (adottato nella attuale fase discendente dei contagi), ove dovesse prolungare sino al 15 gennaio 2021 la sospensione totale della raccolta del gioco presso gli esercenti (che nel contempo potranno operare anche per un lasso di tempo superiore alle ore 18.00), sarà meritevole di censura dinanzi al medesimo Tribunale sulla scorta dei principi affermati proprio con l’ordinanza in esame.”