Sette persone finiscono a giudizio al termine dell’inchiesta “Joker”, condotta dalla Procura di Nocera Inferiore (SA), accusate di una truffa perpetrata ai danni dello Stato mediante la gestione di slot machine modificate e prive di collegamento alla rete telematica, con l’obiettivo di evadere le imposte previste sui giochi da intrattenimento oltre che ingannare i giocatori, fruitori inconsapevoli di apparecchi “off-line”. E’ quanto si legge su salernotoday.it.

L’operazione denominata “Joker” era nata da un controllo nel corso del quale la Guardia di Finanza di Cava aveva scoperto che, all’interno di un bar, erano stati installati apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il mancato collegamento alla rete, di fatto, precludeva il calcolo del PR.E.U. (Prelievo Erariale Unico), così come anche i controlli sulla corretta gestione delle vincite da elargire ai giocatori ai quali, ignari, non venivano garantite nelle percentuali previste.

La titolare dell’esercizio commerciale, in particolare, allarmata dalla presenza dei finanzieri, tramite un apposito telecomando aveva spento le slot machine illegalmente detenute nel retro bottega le quali, tra l’altro, erano anche dotate di nulla osta di messa in esercizio falsi. Le successive indagini, svolte anche attraverso intercettazioni, cosentirono poi di individuare due garage nel comune di Nocera Inferiore, adibiti a laboratorio, dove quotidianamente i responsabili avrebbero manomesso le schede informatiche di slot machine dismesse per alterarne il funzionamento. I finanzieri, successivamente, hanno scoperto che le macchine venivano installate presso diversi esercizi commerciali, acnhe ad Acerra e Fisciano, con la compiacenza dei gestori, che garantivano la propria disponibilità dietro compenso attinto dalle somme accumulate dalle macchine in accordo con i fornitori.

Al termine del blitz, che risale a gennaio scorso, furono sequestrati 20 apparecchi “off line” con relativi nulla osta di messa in esercizio falsi, 65 apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro manomessi, 236 schede da gioco e 61 nulla osta di messa in esercizio, ed è stato accertato un mancato versamento del P.R.E.U. per oltre 4 milioni di euro, calcolato dai Monopoli che hanno applicato le aliquote previste per Legge (fissate dagli interventi normativi in materia di stabilità economica e ricomprese tra il 19 ed il 21%) su un imponibile forfettario giornaliero di 3 mila euro, per 365 giorni di presunto esercizio di ogni congegno rinvenuto. Il processo partirà a settembre, dinanzi al tribunale di Nocera Inferiore.