“In merito all’ultima operazione coordinata dalla DDA di Torino (c.d. operazione Carminius) e ai relativi articoli usciti oggi sulla gran parte dei quotidiani locali e nazionali, per l’ennesima volta ci vediamo costretti a fare alcune precisazioni”. Lo scrive in una nota AsTro.

“Premesso che non siamo a conoscenza degli atti dell’inchiesta, ci sembra di cogliere che il messaggio veicolato sia quello secondo cui le cosche coinvolte agivano, attraverso atti criminali, al fine di contrastare le normative, regionale e comunali, che hanno introdotto limiti e restrizioni al gioco legale.

Tale messaggio è, però, in palese contraddizione con quanto emerge dagli stessi articoli nei quali si legge che l’operazione ha portato al sequestro di numerosi apparecchi illegali (c.d. totem) – gestiti da tali organizzazioni – funzionanti da remoto con la possibilità di giocare su piattaforme estere non tracciate dai Monopoli.

Si tratta quindi di apparecchi illegali che, in quanto tali, non soggiacciono alle normative regionali e comunali riguardanti le distanze e gli orari e dalle quali traggono anzi vantaggio, potendo occupare gli spazi lasciati vuoti dagli apparecchi legali che vengono spenti proprio in applicazione di tali normative”.

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