Un barista di Novara è stato condannato a versare oltre 45.000 al gestore delle slot e che lo aveva trascinato in tribunale per aver violato il contratto di esclusiva.

Di chiude così con un risarcimento e la risoluzione del contratto la querelle tra un barista e il fornitore di slot.

Il Tribunale di Novara accertato la risoluzione di diritto del contratto stipulato tra le parti in causa, ritenendo “provata l’esistenza del diritto della società opposta al pagamento della penale concordata all’art. 14.2 per la risoluzione anticipata del contratto per violazione dell’obbligo di esclusiva .
La penale è stata predeterminata in contratto in misura pari a EUR 5.000,00 per ciascun apparecchio che risultava installato dall’incaricato.

Secondo il giudice è stato “lo stesso opponente a dichiarare che non intendere smentire di aver gestito le macchine da gioco, limitandosi a contestare di aver mai sottoscritto una
scrittura contrattuale  , le relative integrazioni e dunque di aver pattuito il diritto di esclusiva.
Da qui la decisione el tribunale di ffidarsi a un perito che ha stabilito la paternità della firma.

 
Le parti avevano infatti previsto in contratto il diritto di esclusiva a favore del gestore incaricato: art. 10.2: l’esercente riconosce l’incaricato il diritto di esclusiva consistente nel fatto che l’esercente si impegna: a) a non installare presso il locale apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 lett. a) e lett. b) del T.U.L.P.S. diversi da quelli forniti dall’incaricato e/o dal concessionario e collegati alla rete del concessionario; a non installare in particolare apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 lett. a) e lett. b) del T.U.L.P.S. la cui ti tolarità e in capo a soggetti diversi da quelli indicati dall’incaricato e senza il consenso di quest’ultimo o che siano comunque collegati ad una rete diversa da quella del concessionario .
In base agli accordi contrattualiil barista si era impegnato a garantire al gestore il suo diritto di esclusiva e quindi ad utilizzare esclusivamente apparecchi di proprietà del gestore incaricato collegati alla rete del concessionario.
Le parti avevano previsto in contratto che la violazione dell’obbligo di esclusiva da parte
dell’esercente sarebbe stata causa di risoluzione anticipata del contratto: all’art. 14.2: ” l’incaricato in qualunque momento potrà risolvere il contratto mediante semplice comunicazione scritta inviata all’ esercente con raccomandata a/r nelle seguenti ipotesi: [..]violazione dell’obbligo di esclusiva “.
Il barista, secondo il giudice “ha di fatto confermato di aver “introdotto nei propri locali altre macchine da gioco di altri gestori “.
Inoltre dalle risultanze probatorie acquisite in giudizio è emersa in senso contrario la presenza di n. 5 apparecchi di gioco macchinari appartenenti a soggetti diversi dal gestore incaricato. Si richiama sul punto i l verbale d’ispezione redatto dal dipendente del concessionario , prodotto da parte convenuta e confermato in sede testimoniale da colui che ne ha curato la redazione.
Si reputa pertanto provato l’inadempimento dell’Esercente all’obbligo di rispettare l’impegno di
esclusiva nel contenuto previsto in contratto e tale inadempimento, già valutato grave dalle parti con la predisposizione della clausola risolutiva espressa, è idoneo a determinare la risoluzione di diritto del contr atto”.