Il governo thailandese ha deciso di adottare il pugno di ferro contro il gioco d’azzardo e, tra le misure, ha deciso di vietare il funzionamento delle gru.

Il ministero degli interni della Thailandia ha introdotto  il divieto con un decreto  approvato il 19 febbraio scorso. L‘autorità responsabile del gioco d’azzardo dichiara quindi illegali tutte le gru nel paese.

Le gru sono anche ampiamente utilizzate in Tailandia. In un’indagine nazionale, l’organizzazione per la protezione della gioventù “No Gambling Youth Club” ha rivelato che nel 2019 questi apparecchi risultano installati in 75 dei 92 centri commerciali testati. Secondo le informazioni in loro possesso sarebbero 1.300 i dispositivi utilizzati principalmente da bambini e adolescenti nei centri commerciali.

Pronta la reazione dei rappresentanti delle imprese che operano nella gestione di queste macchine da intrattenimento. L’avvocato Nutthapong Sampaokaew nel corso di una conferenza stampa ha detto che gli apparecchi si trovano in luoghi regolarmente aperti al pubblico e accessibili senza limiti di età.

I sostenitori del divieto si fanno forti di una sentenza della Corte suprema thailandese risalente ad alcuni anni fa e secondo la quale le gru sono gioco d’azzardo.

La ragione fornita dai giudici e dai sostenitori dei consumatori è che il gioco rappresenta un’attività di scommesse. Dopo aver pagato 10 baht thailandesi (circa 30 centesimi), i giocatori non avrebbero alcuna garanzia di una vincita.

Questo dovrebbe essere interpretato come una chiara caratteristica di gioco d’azzardo e quindi illegale. Con l’eccezione delle scommesse sulle corse dei cavalli e una serie di lotterie statali, tutti i giochi d’azzardo sono stati vietati nel paese asiatico dal 1935 per effetto del Gambling Act.

Secondo il ministero, la direttiva è già stata inviata ai governi di tutte le province. In futuro, questi dovrebbero garantire che il divieto venga applicato attraverso ispezioni e controlli.

Gli operatori commerciali che violano il divieto verrebbero avvisati, in caso di reiterazione multati o addirittura arrestarli.