L’evasione nel settore del gioco legale (ovvero quello autorizzato dallo Stato) non esiste. E’ quanto certifica in un Rapporto il Ministero dell’Economia.

Contrariamente a quello che spesso viene dichiarato anche da esponenti della politica e della pubblica amministrazione, il settore del gioco pubblico, ovvero autorizzato, non presenta fenomeni di evasione. Il ministero di Via XX Settembre lo mette nero su bianco in un rapporto che, al contrario, segnala come l’evasione fiscale sia in calo per le entrate tributarie e per gli autonomi, mentre aumenta per quelle complessive. Il tax gap, ovvero la differenza fra il gettito teorico e quello effettivo, per le entrate tributarie si colloca a 90,778 miliardi di euro nel 2017 contro i 91,875 miliardi dell’anno precedente. Mentre quello per le entrate complessive (includendo quelle contributive) sale a 109,113 miliardi nel 2016 contro i 107,354 miliardi del 2015.

Il tax gap non viene rilevato invece per le imposte versate i titolo di prelievo erariale sulle slot e vlt e i proventi del Lotto.

La ragione è presto spiegata. “Nel settore legale dei giochi non si riscontrano fenomeni di evasione fiscale correlati, giacché il necessario collegamento al “Totalizzatore nazionale” (per l’esercizio delle scommesse), ovvero alla “Rete telematica” (per la gestione degli apparecchi con vincita in denaro), consentono il riscontro – pressoché in tempo reale – dei volumi di gioco/scommesse praticati nelle singole tipologie esercitate dai concessionari e, quindi, della base imponibile soggetta a tassazione nonché dei versamenti dovuti ed eseguiti dai singoli soggetti d’imposta“, scrivono i Tecnici del Mef . “Tuttavia, tenendo separate le questioni afferenti al riciclaggio e alla possibile infiltrazione criminale nel circuito dei “Giochi pubblici” (fenomeni tenuti sotto controllo da tutti i soggetti istituzionalmente deputati), nel circuito permangono aree di evasione connesse all’esercizio illegale delle diverse attività di gioco. Il gioco che si realizza attraverso gli apparecchi da gioco con vincita in denaro contribuisce in modo consistente alle entrate erariali nel settore dei giochi”.

Il messaggio è chiaro: i giochi legali sono sottoposti a controlli e un monitoraggio tale da garantire l’inesistenza di fenomeni di evasione.

Per fare un esempio l’Va ha un tax gap certificato di circa il 26%, l’IRPEF del 36,5% e il canone Rai dello 0,4%.

Ma c’è di più. Il Mef riporta, in modo chiaro che “il gioco che si realizza attraverso gli apparecchi da gioco con vincita in denaro contribuisce in modo consistente alle entrate erariali nel settore dei giochi‘”.

Ma cosa vuole dire in modo determinante?

Nel 2018 hanno garantito entrate per un totale di 7.168 milioni di euro.

Per il 2018 “viene confermato il trend di crescita per gli apparecchi da gioco con vincite in denaro che rappresentano circa il 47,2% del totale delle entrate per il settore ed una diminuzione della spesa da parte dei giocatori“.

E se non c’è evasione il merito va attribuito anche, manon solo, all’azione dell’Agenzia delel Dogane e dei Monopoli che “nel 2018 ha effettuato 47.860 controlli . In gran parte, si è trattato di controlli sugli apparecchi da intrattenimento“.

Nella pianificazione del numero dei controlli nel settore dei giochi da svolgere sul territorio nazionale, si è tenuto conto della concentrazione degli esercizi, del diverso grado di pericolosità rilevato dagli esiti delle verifiche effettuate nell’anno precedente e delle risorse disponibili. “L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in particolare, nel comparto dei giochi  è fortemente impegnata nella verifica della regolarità del comportamento degli operatori con l’obiettivo di elevare la qualità dell’offerta dei giochi pubblici, proteggendo i soggetti vulnerabili e combattendo il gioco illegale“, scrive il Mef. Anche per il futuro “ai fini della tutela dei soggetti vulnerabili, nonché per combattere il gioco illegale, particolare attenzione sarà riservata al costante adeguamento e sviluppo tecnologico dei sistemi di sicurezza e monitoraggio e al rafforzamento delle attività di controllo, soprattutto per prevenire e reprimere il gioco minorile, anche attraverso una proficua collaborazione con le Autorità di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale)“. Questo vuol dire “rafforzamento dell’attività di controllo sul divieto di gioco ai minori, anche in cooperazione con le Forze dell’ordine, con particolare riferimento al controllo sugli esercizi muniti di meccanismi idonei ad impedire ai minori di età l’accesso al gioco (ad esempio: utilizzo della tessera sanitaria)“.

Del resto “nel comparto dei giochi l’Agenzia ha messo in atto iniziative utili ad elevare la qualità dell’offerta, soprattutto sotto il profilo della tutela dei soggetti vulnerabili e per combattere il gioco illegale, anche quando è veicolato su reti telematiche da parte di soggetti in difetto di titolo autorizzativo o abilitativo. Per tale finalità, particolare attenzione è riservata al costante adeguamento e sviluppo tecnologico dei sistemi di sicurezza e monitoraggio e al rafforzamento delle attività di controllo, soprattutto per prevenire e reprimere il gioco minorile, anche attraverso una proficua collaborazione con le Autorità di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale)”.