Parigi. Francia, il fenomeno delle micro-transazioni nei videogiochi o nei giochi gratuiti arriva sui banchi del Senato

Nei giorni scorsi si è tenuto un convegno a cui hanno partecipato importanti esponenti della politica e autorità in materia di regolamentazione del gioco d’azzardo.

Sotto forma di lotteria, senza alcuna trasparenza sul loro contenuto, le cosiddette loot boxes incentivano il giocatore a spendere  al fine di progredire in modo soddisfacente o modificare l’aspetto estetico dei giochi. Il Senato francese, dopo che il tema è stato oggetto di una interrogazione parlamentare, ha deciso di aprire le porte ad una serie di iniziative con lo scopo di far luce sul fenomeno.

La posizione dell’ARJEL

Come ha spiegato ARJEL, l’autorità francese di regolamentazione delle attività di gioco d’azzardo, le “scatole bottino” non sempre rientrano nel gioco d’azzardo, soprattutto quando i tre criteri imposti dalla definizione francese di gioco d’azzardo non sono contemplati.

Tuttavia, lo sviluppo della dimensione monetaria nello sviluppo dei videogiochi può influenzare i principi comuni alla base della regolamentazione del gioco d’azzardo, in particolare la tutela dei giocatori e il divieto di gioco d’azzardo per i minorenni.

E’ su questo principio che 16 regolatori europei e americani hanno preso provvedimenti e il 17 settembre 2018, hanno firmato una dichiarazione congiunta per mettere in guardia circa i rischi del labile confine  tra gioco d’azzardo e altre forme di intrattenimento elettronico come i videogiochi.

La conferenza

La conferenza al Senato si è tenuta sotto il patrocinio del senatore Jerome Durain con l’intento di avviare , con tutte le parti interessate, un dialogo circa l’equilibrio tra sviluppo economico e tutela dei giocatori.
Nel corso di una prima sessione dei lavori si è parlato della situazione attuale e la domanda di gioco.
I partecipanti hanno affrontato temi come riguardanti il modello economico, la vicinanza al gioco d’azzardo, le violazioni e la politica dello Stato nella tutela dei consumatori in termini di gioco d’azzardo, la diversità degli attori pubblici coinvolti, la difficoltà tecnica di prevenire o regolare il fenomeno, i caratteri particolari del settore dei videogiochi.
Nella seconda tavola rotonda i partecipanti si sono confrontati su soluzioni esistenti o da inventare: autoregolamentazione, il coordinamento a livello europeo e internazionale, un dialogo costruttivo con l’industria, la consapevolezza dei consumatori e il ruolo della politica.

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