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“In merito alle dichiarazioni di Giovanni Paglia, candidato per Liberi e Uguali, riportate in un articolo de “Il Resto del Carlino” del 20 febbraio, e relative alla presunta situazione “fuori controllo” del gioco nel Faentino, mi permetto di evidenziare al Sig. Paglia quanto da lui ignorato in materia legislativa e normativa in materia di gioco”.

Così Massimo Roma, vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Sapar, commentando l’articolo “Criminalità con le slot ‘A Faenza molti interessi’” pubblicato lo scorso lunedì sul quotidiano Il Resto del Carlino”.

“Ci tengo a precisare che la legge regionale dell’Emilia Romagna va a colpire solamente gli apparecchi da gioco con vincita in denaro e non altre forme di gioco ben più aggressive (GRATTA E VINCI, SCOMMESSE, …) – ha dichiarato Massimo Roma -. In effetti, come sostengono eminenti specialisti in materia, la dipendenza da gioco non si combatte andando a colpire solo il settore degli apparecchi da intrattenimento che oltretutto, secondo un recente studio del Ministero della Salute, occupa “solo” l’ottavo posto nella triste classifica della pericolosità con una percentuale del 6,6%. La legge regionale approvata in Emilia Romagna quindi, senza minimamente risolvere il problema della dipendenza da gioco, causerà la chiusura di molte aziende di primaria importanza nazionale nonché esercizi pubblici che lecitamente operano nel settore, seguendo rigidi dettami dello Stato con conseguente grave impatto anche sull’occupazione”.

Il vicepresidente nazionale ricorda quindi che “le AWP restituiscono per legge una media del 70% del giocato mentre le VLT restituiscono per legge una media del 85% del giocato. A fronte di ciò per quanto riguarda il Faentino i numeri (fonte AdM → Monopolio di Stato) sono :

◦ Spesa (Giocato – Vinto) del giocatore Faentino su AWP → 0,4 €/gg !!!!!!

◦ Spesa (Giocato – Vinto) del giocatore Faentino su VLT → 0,6 €/gg !!!!!!

Permettersi un caffè al giorno significa avere perso il controllo???”

Prosegue Massimo Roma: “L’accordo Stato Regioni firmato dal governo, prevede per gli Enti Locali la possibilità di normare qualora sul territorio da loro amministrato si riscontrino fenomeni di ‘dipendenza da gioco’. Qualora si volesse affrontare seriamente il problema sarebbe quindi necessario fare un’indagine sul territorio al fine di capire l’impatto in termini di numeri e da eventuale dipendenza da tipologia di gioco (analogamente a quanto già fatto dal Ministero della Salute). In ultimo riscontriamo che all’On. Paglia, personaggio di spicco della politica italiana, resta ancora oscuro il fatto che l’accordo stato regioni è già stato attuato dalla legge di stabilità 2018 che al comma 1049 recita: “….. le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017″.

Concludendo, sperando di fare cosa gradita al Sig. Paglia, ci permettiamo di suggerire di approfondire quanto emerso nella recente pubblicazione di Nomisma dal titolo: IL MANIFESTO DEGLI ITALIANI Le priorità di intervento richieste alla politica”.

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