Il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole con osservazioni allo schema di regolamento recante le condizioni per il rilascio e la regolamentazione dell’uso del logo identificativo “No Slot”. La richiesta era stata effettuata dal Ministero dello Sviluppo economico.

“Il provvedimento è stato predisposto in attuazione dell’art. 9-quinquies del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96.
In particolare, detta norma dispone che “1. E’ istituito il logo identificativo «No Slot».

2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, di cui all’articolo 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono definite le condizioni per il rilascio e la regolamentazione dell’uso del logo identificativo «No Slot».

3. I comuni possono rilasciare il logo identificativo «No Slot» ai titolari di pubblici esercizi o di circoli privati che eliminano o si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Lo schema di decreto in esame è corredato dalla relazione illustrativa, dalla relazione tecnica normativa (A.T.N.) e dall’analisi dell’impatto della regolamentazione (A. I. R.).
La conferenza unificata ha espresso parere con nota n. 61/w del 3 luglio 2019 chiedendo la previsione di una clausola di salvaguardia che facesse salva l’applicazione delle normative già adottate dalle Regioni e dalle Provincie autonome sull’utilizzo del logo. Detto suggerimento è stato recepito nell’art. 6 dello schema di regolamento in esame.

La Provincia autonoma di Bolzano ha consegnato una nota con la quale è stata evidenziata la mancanza di un preciso riferimento all’Organo competente preposto ai controlli e alle modalità di controllo nonché l’opportunità di prevedere specifiche sanzioni amministrative al fine di valorizzare l’uso corretto del logo.

Quest’ultima indicazione non è stata accolta.

2. Normativa di riferimento
– Art. 110, comma 6, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773: “Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito:

a) quelli che, dotati di attestato di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina. Le vincite, computate dall’apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di 140.000 partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali;

b) quelli, facenti parte della rete telematica di cui all’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento ad un sistema di elaborazione della rete stessa. Per tali apparecchi, con regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dell’interno, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti, tenendo conto delle specifiche condizioni di mercato:

1) il costo e le modalità di pagamento di ciascuna partita;

2) la percentuale minima della raccolta da destinare a vincite;

3) l’importo massimo e le modalità di riscossione delle vincite;

4) le specifiche di immodificabilità e di sicurezza, riferite anche al sistema di elaborazione a cui tali apparecchi sono connessi;

5) le soluzioni di responsabilizzazione del giocatore da adottare sugli apparecchi;

6) le tipologie e le caratteristiche degli esercizi pubblici e degli altri punti autorizzati alla raccolta di giochi nei quali possono essere installati gli apparecchi di cui alla presente lettera”.

3. Le finalità dello schema di regolamento

Lo schema di decreto è finalizzato a dare attuazione ad una disciplina che, nel suo complesso, attraverso misure sia restrittive che incentivanti, mira ad arginare il pericoloso fenomeno del gioco d’azzardo, notoriamente in fase di espansione. Nel dare attuazione all’art. 9-quinquies del d.l. 12 luglio 2018, n. 87, si è inteso riconoscere agli operatori economici che hanno installato gli apparecchi da gioco, ovvero che intenderebbero installarli, un vantaggio, peraltro non agevolmente perimetrabile. La relazione AIR individua detti effetti sotto un duplice aspetto. Da un lato, si ipotizza, con un evidente ottimismo, il conseguimento di positivi effetti economici in “termini di maggiori entrate derivanti dall’aumento dei consumatori positivamente influenzati dalla scelta effettuata dall’esercizio pubblico”, percepita come “virtuosa”; dall’altro, un vantaggio per gli stessi clienti grazie alla definizione di “un paniere dei consumi, con un presumibile effetto sostituzione a favore di scelte con una maggiore utilità nel tempo”.

L’istituzione del logo, inoltre, dovrebbe determinare un aumento del valore reputazionale del soggetto che, su base volontaria, si orienti ad istituirlo senza, per contro, produrre effetti distorsivi sulla concorrenza.

4. Lo schema di regolamento

Lo schema di regolamento si compone di 6 articoli, rispettivamente rubricati: articolo 1 (Istituzione del logo “No Slot”), articolo 2 (Soggetti legittimati alla richiesta), articolo 3 (Condizioni per il rilascio del logo “No Slot”), articolo 4 (Modalità di richiesta di utilizzazione del logo “No Slot”), articolo 5 (Casi di inibizione dell’utilizzo), articolo 6 (Disposizioni finali).

5. La scheda AIR

Il Consiglio di Stato ha sottolineato in più occasioni (cfr. pareri: Sez. consultiva atti normativi 24 febbraio 2016, n. 515, al punto 3; Comm. spec. 30 marzo 2016, n. 839, al punto 1 del ‘considerato’; Comm. spec. 1° aprile 2016, n. 855, ai punti II.f).4, II.f).5 e II.g).1; Comm. spec. 7 aprile 2016, n. 890, al punto 1 del ‘considerato’; Comm. spec. 15 aprile 2016, n. 929, punti 1.5 e 3.1 del ‘considerato’; Comm. spec. 3 maggio 2016, n. 1075, al punto 2, parte I del ‘premesso e considerato’; Comm. spec. 5 maggio 2016, n. 1113, al punto 2; Comm. spec. 9 maggio 2016, n. 1142, ai punti 2.4 e 3.3, parte I, e 6.8.1, parte II, del ‘considerato’; Comm. spec. 12 maggio 2016, n. 1183, punto 2.2 del ‘considerato’; Comm. spec. 13 luglio 2016, n. 1640, al punto 2 del ‘premesso e considerato ‘parere Sez. consultiva atti normativi 24 febbraio 2016, n. 515; n. 298/2018 del 5 febbraio 2018; n. 635 del 14 marzo 2018) la rilevanza cruciale della fase attuativa di ogni nuova normativa e della relativa fase di monitoraggio. Si segnala in proposito che, anche in questa occasione, sussisterebbe la necessità di un’azione di costante monitoraggio del funzionamento delle norme regolamentari volta a verificarne l’idoneità a perseguire, in concreto, gli obiettivi fissati: ciò rende necessaria anche una verifica di impatto successiva all’entrata in vigore delle nuove norme regolamentari così da identificare (e subito ridurre) eventuali oneri di comprensione, interpretazione, pratica applicazione da parte di tutti i destinatari nonché per prevenire il possibile contenzioso con interventi correttivi o di chiarimento. Tale esigenza si manifesta, in particolare nel caso di specie, sia per monitorare gli effetti concreti della previsione normativa sia per prevenire e, eventualmente, reprimere l’uso del logo senza che siano stati assolti gli obblighi di eliminazione degli apparecchi installati ovvero dell’impegno a non installarli.

6. Considerazioni generali

Come rilievo di ordine generale, si evidenzia che lo schema di regolamento necessita di un riesame sotto alcuni aspetti al fine di meglio delineare i profili procedimentali di attuazione della norma primaria. Prima di entrare nel merito, giova richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sul fatto che attraverso i regolamenti le Amministrazioni introducono norme giuridiche, destinate a regolare e incidere su posizioni giuridiche soggettive, sia pure nell’ambito della norma primaria, non in contrasto con essa, e nel solco dei principi e indirizzi ricavabili non solo dalla lettera della legge ma anche dalla sua ratio, dalla sua intentio, dagli scopi espliciti o impliciti della stessa. Ciò posto, in calce al decreto si suggerisce di eliminare la formula “il presente decreto è trasmesso ai competenti Organi di controllo” e sostituirla con la seguente: “Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservalo e di farlo osservare”.

7. Considerazioni sui singoli articoli

– Art. 1: al fine di evitare di ripetere inutilmente il testo normativo si ritiene opportuno riformulare la disposizione come segue: “Il logo identificativo “No Slot”, istituito dall’art. 9-quinquies del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, è riportato nell’allegato 1”.

– Art. 2: sopprimere le parole “ivi comprese le associazioni non riconosciute” in quanto tali soggetti non sono indicati nel citato art. 9-quinquies.

– Art. 3, comma 1: al secondo rigo, dopo la parola “eliminano”, inserire l’avverbio “immediatamente”.

– Art. 3, comma 1: sopprimere le parole “nonché ogni altro apparecchio di intrattenimento non consentito dalla normativa vigente”. Trattandosi di un divieto già previsto dalla legge, la specificazione risulta del tutto inutile.

– Art. 3, comma 2: l’intero comma va soppresso. Il divieto di pubblicità previsto dalla legge ha valenza di carattere generale e, in mancanza di un’espressa eccezione, opera, evidentemente, in tutti i locali, ivi compresi quelli ove viene esposto il logo “No Slot”.

– Art. 4, comma 1: alla seconda riga, dopo le parole “comma 2”, eliminare la parola “al Comune”. Inserire poi una virgola dopo “Attività Produttive”.

– Art. 4, comma 2: è opportuno eliminare il riferimento all’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Invero, la previsione di inoltrare al Comune la “segnalazione di utilizzo del logo” con le modalità previste per la presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) comporta sia l’osservanza delle disposizioni contenute nel medesimo art. 19 sia del successivo art. 21-nonies (in tema di annullamento d’ufficio).

Ne consegue che, ove il Comune non provvede ad effettuare i controlli entro il termine di 60 giorni (art. 19, comma 3), può procedere soltanto ai sensi del successivo art. 21-nonies e in presenza delle condizioni previste dal medesimo articolo (art. 19, comma 4).
– Art. 5, comma 2: la disposizione non è coerente con l’istituto della SCIA, così come disciplinato dall’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Si rimanda a quanto osservato in ambito di art. 4, comma 2, dello schema.

Valuti, pertanto, l’Amministrazione l’opportunità di prevedere che la segnalazione, fermo restando l’immediato utilizzo del logo, venga inoltrata telematicamente allo Sportello unico del Comune competente senza richiamare la disciplina dettata per la SCIA. La Sezione evidenzia, inoltre, la necessità di armonizzare il contenuto dello schema di segnalazione in allegato 2 con le modifiche da apportare allo schema di regolamento.

8. In punto di drafting, si suggerisce di controllare comunque la punteggiatura dell’intero testo e di citare i provvedimenti legislativi con l’indicazione non solo dell’anno e del numero ma anche del giorno e del mese.

Infine, nel preambolo:

– nel primo periodo che inizia con “VISTO”, inserire una virgola dopo “convertito” e dopo “modificazioni”;

– il secondo periodo che inizia con “VISTO” va concluso con un punto e virgola;

– nel terzo periodo che inizia con “VISTO”, inserire una virgola dopo “salute” e dopo “quarto periodo” e concludere con un punto e virgola;

– nel quinto periodo che inizia con “VISTO”, sopprimere la virgola dopo “19”;

– dopo “Sentita la Conferenza Unificata”, sopprimere “che”.

9. Conclusivamente, la Sezione esprime parere favorevole sullo schema di regolamento con le osservazioni di cui in motivazione”.