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(Jamma) – “Tutto ha avuto inizio quando il Legislatore, nella DELEGA FISCALE del 2014, ha disposto, all’art. 14, una ‘razionalizzazione territoriale della rete di raccolta del gioco’, a partire da quello praticato a mezzo di slot, mediante l’avvio di una procedura di ‘riduzione e progressiva concentrazione della raccolta di gioco in ambienti sicuri e controllati’.  Tutto ciò ha rappresentato un cambio di rotta rispetto al passato quando, viceversa, era condivisa l’idea che diffondendo l’aumento del gioco legale, in particolare quello delle slot, si poneva un argine alla diffusione incontrollata dell’offerta di gioco illegale.

Occorre attendere un anno perché il Legislatore torni nuovamente a parlare di riduzione delle macchine da intrattenimento e lo fa nella Legge di Stabilità 2016. Da detta disposizione conseguono effetti pesantemente e negativamente rilevanti per il settore delle slot in quanto il Legislatore sacrifica sull’altare di un ‘processo di evoluzione tecnologica degli apparecchi’ gli interessi economici dei piccoli gestori imponendo 1) , in luogo del rilascio di nuovi NOE, unicamente la sostituzione dei vecchi titoli con nuovi, attraverso una procedura amministrativa rilevatasi lunga e complessa, 2) una riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30 per cento, del numero dei nulla osta di esercizio relativi ad apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario e 3) una definitiva dismissione di tutte quelle macchine da gioco di cui comma 6 lett a) del 110 TULPS diverse dalle AWP remoto di nuova generazione, tutto ciò nonostante i cospicui investimenti effettuati dalla filiera per gli aggiornamenti dei relativi software.

Da ultimo il Legislatore, tra le novità previste nel testo di conversione del Decreto Legge 50/2017 (come approvato ala Camera), è nuovamente tornato a regolamentare, con l’art 6 BIS, la riduzione delle slot, ma questa volta dettando modi e termini differenti rispetto al 2016: a) anticipa al 31/12/2017 un’eliminazione parziale pari al 15% dell’offerta di gioco per poi procedere ad una progressiva riduzione fino alla totale eliminazione di oltre il 35% di macchine AWP alla data del 30/04/2018; b) affida ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio 2017 la disciplina delle modalità attraverso cui dare realizzazione alla prevista riduzione senza che, nel contempo, sia stata data attuazione al comma 936 della Legge di Stabilità 2016 che demandava ad una Conferenza Unificata Stato Regioni il compito, entro il 30 aprile 2016, di definire le caratteristiche dei punti vendita di gioco nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale; c) delega i Concessionari, almeno in una prima fase, a procedere alla riduzione delle macchine in assoluta discrezionalità (che, per ipotesi, potrebbero privilegiare territori a discapito di altri), prevedendo, solo in caso di avocazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del potere concesso ai primi, di procedere d’ufficio alla revoca dei nulla osta eccedenti, riferibili a ciascun concessionario, secondo criteri di proporzionalità in relazione alla distribuzione territoriale regionale, sulla base della redditività degli apparecchi registrata in ciascuna regione nei dodici mesi precedenti; d) prevede un aumento del PREU pari al 19 % con contestuale decremento, per ciascun gestore, della raccolta lorda di somme giocate in conseguenza della riduzione del numero di macchine AWP sul mercato.

Già ora, prima ancora dell’emanazione del decreto Ministeriale del 31/07/2017, si nota un certo disordine da parte del Legislatore visto che lo stesso, nonostante il fine sia quello di riformare l’offerta di gioco, incentra la sua azione pseudo riformatrice solo ed unicamente sul settore delle AWP rilevando una evidente disparità di trattamento. Altresì Lo ha fatto attraverso misure fortemente penalizzanti per i gestori non proporzionate ed eque visto che a fronte di una riduzione del numero di macchine e conseguente riduzione dei profitti il Legislatore ha previsto ex abrupto un aumento del prelievo fiscale. Il presupposto per l’aumento del Preu è certamente la stabilità della raccolta lorda che può derivare sicuramente dalla permanenza del numero delle postazioni di gioco. Viceversa la contestuale riduzione del numero di macchine e l’aumento del PREU rende certamente il relativo prelievo fiscale una misura iniqua in quanto all’aumentare dell’imposta non segue l’aumento della capacità contributiva del gestore ma viceversa il contrario visto che a seguito del PREDETTO TAGLIO del numero di macchine ogni gestore vedrà ridotti i propri redditi. Attendiamo il 31/07/2017 per esaminare l’atteso Decreto Ministeriale”.

Avv. Massimiliano Ariano (Consulente legale AGCAI)

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