Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Maratea (PZ), in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata (Sezione Prima) n. 00045/2020, resa tra le parti, concernente la domanda di annullamento, previa concessione di misure cautelari: dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Maratea n. 42 del 26 marzo 2019, avente ad oggetto “Disciplina comunale degli orari di esercizio degli apparecchi da gioco con vincita in denaro di cui all’art. 110 comma 6 Tulps, collocati negli esercizi autorizzati ai sensi degli artt. 86 e 88 Tulps e negli altri esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione”.

Si legge: “Rilevato che non appaiono presenti adeguati elementi di fumus boni iuris e che neppure sussiste il periculum in mora, non conseguendo alla mancata sospensione dell’ordinanza di riduzione dell’orario di funzionamento degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110, comma 6, T.u.l.p.s. un danno grave e irreparabile per l’interesse della società appellante;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’istanza cautelare (Ricorso numero: 7795/2020). Compensa le spese della presente fase cautelare”.