Il Consiglio di Stato chiamato ad esprimersi sul regolamento del Comune di Roma che introduce una Disciplina degli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art.110 comma 6 del TULPS installati nelle sale gioco e nelle altre tipologie di esercizi autorizzati ex artt.86 e 88 del TULPS”, mediante la quale l’orario di funzionamento degli apparecchi è stato fissato dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 18,00 alle ore 23,00 di tutti i giorni, festivi compresi.

Due società che operano nella gestione di apparecchi da intrattenimento a vincita, che hanno installato i propri apparecchi – tra l’altro – presso due esercizi localizzati nel territorio di Roma, hanno presentato ricorso contro la sentenza del Tar Lazio che ha respinto la richiesta di annullamento dell’ordinanza del Comune di Roma.

Per il Tar Lazio infatti l’ordinanza che impone limiti alll’orario di funzionamento degli apparecchi da gioco è “sorretta da un’adeguata istruttoria, atta a dimostrare l’adeguatezza, la ragionevolezza e la proporzionalità della misura adottata, che risulterebbe ingiustificatamente penalizzante per gli operatori economici”.

Il Collegio ha rilevato che ” la regolamentazione degli orari mediante l’adozione di un’apposita ordinanza sindacale è prevista e richiesta proprio dal “Regolamento sale da gioco e giochi leciti”, rispetto al quale costituisce quindi soltanto una determinazione attuativa, volta a completare il quadro regolatorio già delineato. Già sul piano astratto e dei principi, non può perciò condividersi l’impostazione secondo la quale l’adozione dell’ordinanza costituisse una extrema ratio, cui ricorrere solo in caso di fallimento delle altre misure.D’altro canto, le ragioni per le quali l’Amministrazione capitolina ha ritenuto necessario, in concreto, adottare una misura restrittiva in tale ambito risultano ampiamente supportate dagli elementi riportati nelle premesse del provvedimento impugnato”.

“La scelta operata presenta una specifica valenza a tutela delle fasce giovanili, poiché – secondo quanto evidenziato nelle motivazioni del provvedimento – gli orari di funzionamento degli apparecchi sono stati congegnati “anche nell’ottica di contrastare l’insorgere di abitudini collegate alla possibilità di utilizzo degli apparecchi stessi da parte degli studenti, con particolare riferimento agli orari di uscita dalle scuole”. Già soltanto per questo profilo, e in disparte ogni altra considerazione, la misura adottata non può, perciò, essere ritenuta fungibile rispetto alle altre previste a livello nazionale e regionale e nel Regolamento capitolino”.

Per i giudici del Tar “la misura risulta adeguata allo scopo, in quanto consente, mediante la limitazione degli orari di funzionamento degli apparecchi, la riduzione delle occasioni di gioco. E ciò in funzione della tutela dell’interesse costituzionalmente primario alla salute, prevalente rispetto alla tutela della libertà di iniziativa economica privata, la quale, ai sensi dell’articolo 41 della Costituzione, trova il proprio limite nell’utilità sociale. È, infatti, evidente che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresce il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, sia a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie.Risulta parimenti rispettato il principio di proporzionalità, così come appare garantito un equo contemperamento degli interessi: da una parte la tutela della salute e del benessere individuale e collettivo, dall’altra la libertà di iniziativa economica e la tutela del lavoro. Sotto quest’ultimo profilo, occorre rilevare che l’ordinanza impugnata determina gli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, ovunque installati e collocati, mentre non disciplina i giochi che non avvengono tramite apparecchi o che non erogano vincite in denaro. Conseguentemente, le limitazioni orarie non riguardano l’apertura e la chiusura delle sale, ma solo il funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro in esse eventualmente installati. Gli operatori economici possono quindi continuare a tenere gli esercizi aperti negli orari di spegnimento degli apparecchi, svolgendovi altre attività“.