CAPRO ESPIATORIO, FALSO IDEOLOGICO, IPOCRISIE E TRUFFE DI STATO

Piero Incerpi, noto operatore toscano, proprietario di apparecchi da intrattenimento dopo aver scritto 3 lettere al Ministro dello Sviluppo Economico continua nella sua attività di sensibilizzazione della politica scrivendo al Presidente del Consiglio, a Deputati e Senatori.

«Considerato che dati oggettivi e interessi nazionali, richieste di interlocuzione non sembrano essere utili e soprattutto è ormai fin troppo evidente che non interessa più a nessuno, proviamo a divertirci nel tentare di raccontare una storiella.

C’era una volta, un paese nero, nero, ma non per il colore della bandiera o per l’umore dei suoi cittadini tanto meno per il proprio cielo, ben si per il proprio innato istinto di non pagare le tasse e a non emettere fatture.

Questo bel e sorridente popolo, tra le proprie innumerevoli virtù e qualità, con particolare merito alla sua classe politica e dirigenziale, aveva però anche il gusto / vizietto di giocare, non solo a calcio, quello si sa è lo sport popolare per eccellenza, ma pensate un po’, li piaceva azzardare.

Si, cari onorevoli e concittadini miei, visto la mia età, ricordo bene che il quel paese nero le persone azzardavano in ogni modo ed in ogni luogo, agli ippodromi con fantini venduti e cavalli dopati, agli stadi con bagarini di varie specie, anche qui non sono certo mancati calciatori, arbitri e presidenti devoti al dio denaro, vendendosi tutto ciò che era vendibile, nei bar e circoli ricreativi, di ogni colore e di appartenenza politica, con vari i mazzi di carte si praticava il poker, ramino pokerato, teresina e chi più ne ha più ne metta, nel frattempo nelle sale biliardo si giocava, sino a mattina, bevendo alcolici e fumando come dannati, all’italiana o a goriziana, puntando un tanto a punto, magari centomila della vecchia e rimpianta moneta, perdendo case, aziende e persino le mogli.

Poi, non contenti, iniziano a comparire vari apparecchi elettromeccanici o elettronici dediti anch’essi al gioco d’azzardo, diffusi cosi capillarmente, che ne sono stati ritrovati resti ovunque, c’è addirittura chi racconta di averne ritrovato scheletri anche nelle sacrestie.

In seguito, voglio credere per interesse nazionale, sociale, etico o forse semplicemente per motivi di cassa, quei illuminati politici iniziarono ad interessarsi alla materia, cercando di normare e regolamentare tali attività, che tutti conoscevano, ma con motivazioni pudiche, facevano finta che non esistessero.

Ecco che in quel paese, giusto per fantasia, denominiamolo bertolandia, si inizia a costituire, per divina concessione, i primi distributori nazionali di gioco d’azzardo, ma anche qui forse per senso pudico, decisero di battezzarli, con acqua santa” apparecchi di intrattenimento” funzionanti con € 0,50 erogando premi di € 50,00.

Cosi ebbe inizio un’altra era, dove tutto andava bene, nacquero aziende familiari, piccole e medie imprese, dando lavoro a migliaia di persone assunte nella produzione meccanica, società di software, distribuzione e noleggio, le quali fecero notevoli investimenti, creando la rete commerciale e collaborarono attivamente alla messa in rete telematica pagandone le spese, facendo emergere un notevole indotto ed introiti per lo stato garantendone la riscossione ed il pagamento.

Ma si sa, in bertolandia non ci si accontenta, quando le cose vanno bene, perché non cercare di migliorarle, tutto prosperava, occupazione, il fatturato emergeva velocemente dal quel mondo nero ( il mondo di sotto ) di cui tutti si vergognavano disconoscendone l’esistenza.
Quindi perché non raddoppiare, detto fatto, le slot passarono da € 0,50 ad € 1,00 come costo partita erogando non più , € 50,00 ma € 100,00 come premio massimo, con un aggiunta di una” A” si nel comma, diventando comma 6 A e sempre per magia ne fu anche raddoppiato il numero consentito, installabile nei pubblici esercizi e sale gioco, costringendo le aziende di noleggio, terze incaricate, ad inutili costi di acquisto, di esposizioni finanziare per fondo cassa e coperture fideiussorie.

Tutto ciò si svolgeva nel migliore dei modi, nel più totale silenzio istituzionale nazionale e territoriale, lo stato incassava una marea di soldi, l’indotto occupazionale era fiorente, aprirono un innumerevole quantità di esercizi pubblici e sale da gioco.

Bene, anzi benissimo, in quel paese storicamente fu molto popolare e seguitissima una trasmissione televisiva, forse il governo prendendo spunto dalla memoria, raddoppiò una seconda volta industrializzando il comparto dando sempre più poteri ai concessionari dando spazio a multinazionali e fondi di investimento, che come è noto hanno come primo punto nei loro statuti gli interessi collettivi, la tutela del bene comune e la funzione pubblica.

Purtroppo il mondo è sferico, sempre più piccolo e connesso, interdipendente ed una bolla speculativa nata altrove creò una durissima crisi finanziaria, inoltre la natura ci mise lo zampino, un terribile terremoto colpi il paese di bertolandia.

Colpo di genio, visto che slot avevano creato un mondo migliore, che tutto era quasi perfetto, fu fatta una magia, ma non dal noto, ai meno giovani, mago Silvan, fù il governo che per decreto si inventò le VLT, rilasciò nuove concessioni e dette anche libero lancio alle scommesse su eventi sportivi virtuali, favorendo la proliferazione di siti online per scommettere e azzardare ad ogni tipo di offerta con una tassazione sproporzionatamente favorevole nei confronti delle vecchie slot, e dulcis in fondo all’apertura di una miriade di compra oro.

Purtroppo la crisi si fa sempre più pressante e va ad incidere mutando la stato di benessere dei cittadini ed in particolare su i trasferimenti dello stato a regioni, comuni ed enti previdenziali come al servizio sanitario nazionale e per effetto di un’altra magia,le slot e solo le slot di proprietà dei terzi incaricati si trasformano, da essere state e considerate una pozione miracolosa che guarisce tutti i mali ad essere rappresentate come il flagello di Dio, il tumore, la metastasi sociale.

E giù tutti a dare addosso alle slot, in primis il governo che ne ha raddoppiato il numero a spese dei piccoli imprenditori, pecore da mungere e tosare, per far cassa e concedere ai concessionari e relative multinazionali diritti divini delle VLT e concessioni online con bonus di ingresso per i polli da spennare.

Poi ovviamente tutti gli enti locali, che in virtù della crisi e dei tagli ai trasferimenti governativi venuti meno, assetati di denaro come vecchi vampiri in dialisi si sono anch’essi scagliati nei soli confronti delle slot forse per strabismo o incompetenza non so, alzando il tema della LUDOPATIA.

Tutto condito da una informazione giornalistica/mediatica nel suo complesso, falsa e forviante incompleta, incompetente e spessissimo di parte, seguendo la nuova moda come fatto da molti partiti per facili consensi elettorali, magari perché i piccoli noleggiatori non hanno mai fatto pubblicità faraoniche e finanziato le infinite fondazioni, tutte con statuti e fini umanitari e filantropici distinti e lontani tra loro, ma tutte accomunate dai loro bilanci non dichiarati e a dir poco opachi.

Cosa fare, non essendo ormai più tecnicamente e politicamente possibile raddoppiare, per poter reperire risorse, da destinare e far tacere le fastidiose istanze territoriali, ecco che governo, MEF, ADM, concessionari, enti regionali, media, filosofi dottori, insomma tutti contribuiscono ad un progetto di ottimizzazione delle risorse con vari aumenti del preu, cambi forzati di apparecchi, tasse una tantum, limitazioni orarie e distanziometri, esproprio degli apparecchi con relativo costo di rottamazione a danno quasi esclusivo proprio a carico delle piccole imprese e a favore delle multinazionali dell’azzardo, che con sempre più arroganza ricattano i più piccoli attori della filiera.

Ecco che il progetto, che era in cantiere da tempo, non è del tutto chiaro chi lo abbia suggerito a chi, non potendo allargare la torta, si toglie di mezzo un commensale, ovviamente il più piccolo, ricattandolo, umiliandolo dimenticando che sono gli unici a stare sul pezzo, sul territorio vero e unico presidio di legalità.

Comunemente viene detto che si sono accaniti tutti contro le awp, che di fatto sono da considerarsi come il metadone per i tossicodipendenti, visto le altre offerte d’azzardo, perché sono le più visibili e accessibili, dimenticando una piccola cosa, sono più i cittadini che frequentano bar, tabacchi circoli, sale gioco o quelli che stanno davanti ad un computer o con un cellulare in mano maggiorenni o minorenni che sia?

Ma è inutile continuare, questa ormai è nella storia e poi le cose cambiano e cambiano i governi.
Lo scenario attuale ci rappresenta un mondo in trasformazione, con una nuova classe politica divisa tra metà eterogenee, una che guarda al vecchio nero, non come ideologia, nostalgica ma visto la pace fiscale in discussione, più che voler fare la pace con il fisco, mira a far fare ai suoi elettori pace con i propri sensi di colpa per non aver pagato il dovuto.

L’altra metà invece fresca ed ancora ingenua, giovane che crede ancora nelle cicogne, come una coppia di fidanzatini con in mano un cono gelato di nota marca con il naso all’insù, in una notte d’estate a guardare le stelle, augurandoli e augurandomi che non sia per tutti, la notte di San Lorenzo.

Chiedendo scusa, se mi sono permesso un pizzico di ironia sarcastica, nel raccontare una storia, di un paese che sembra assomigliante al nostro, ma considerato che siamo prossimi ad una nuova legge di bilancio Vi chiedo umilmente di dare ascolto a tutti chi veramente lavora, in particolare ai terzi incaricati, non solo ai soliti noti e notabili, per ristabilire un po’ di verità ed equità, rendendo dignità a coloro, a cui non gli è più riconosciuta, forse facendo una pausa di seria e costruttiva riflessione sul tema con alcuni passi indietro o per meglio dire in avanti.

Fiducioso del vostro lavoro, in rispetto dei Vostri mandati istituzionali
Ringrazio tutti e Vi porgo i miei Distinti saluti».

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