Associazione AS.TRO
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Domani sarà la giornata dei lavoratori del comparto del gioco lecito, che torneranno a manifestare davanti la sede del Consiglio Regionale del Piemonte per denunciare gli effetti distorti del game over disposto dalla legge regionale e chiedere un intervento urgente alle Istituzioni piemontesi.

In Piemonte, la Legge Regionale n. 9/2016 non ha regolamentato il gioco, bensì ha abolito un’attività autorizzata dallo Stato, che consentiva di reperire nei locali di prossimità -grazie anche alla professionalità degli operatori di settore- un’offerta light di intrattenimento a premio, lecita e controllata ottenendo come effetto principale la riemersione del circuito illegale di gioco.

Non ha tutelato le fasce deboli e più vulnerabili della popolazione perché ha sostanzialmente spostato la raccolta di gioco (calata solo del 3,8%) verso le altre tipologie di gioco non soggette a limitazioni -legali e non-, o verso i territori confinanti in cui non sono presenti misure restrittive.

La normativa vigente, dunque, sta sommando alla propria inefficacia, una sostanziale implosione dei soggetti economici su cui incide: sta smantellando le aziende piemontesi di distribuzione, manutenzione e raccolta di gioco lecito, tutti i pubblici esercizi che distribuiscono gioco lecito, con pesanti ripercussioni sull’indotto occupazionale che generano.

As.Tro, che sarà presente alla manifestazione indetta per domani, sarà a fianco degli imprenditori e dei lavoratori colpiti da questa nuova ventata di proibizionismo, insieme alle altre associazioni di categoria ed alle principali sigle sindacali che, nei giorni scorsi, hanno richiesto l’apertura di un tavolo di crisi al Mise.

La manifestazione di Torino rappresenterà – oggi più che mai – l’esempio di una categoria di imprenditori, commercianti e lavoratori impegnata a difendere la legalità ed il ruolo dello Stato nella distribuzione dei prodotti di gioco, ma anche l’emblema di una seria contrapposizione agli approcci proibizionisti che sempre, più spesso, vengono proposti come soluzioni tanto semplici quanto errati e controproducenti.

As.Tro auspica che le Istituzioni regionali non chiudano al confronto e si impegnino, quantomeno, a reperire una soluzione per l’indotto occupazionale che sta subendo – ingiustamente – le ripercussioni delle inevitabili implosioni aziendali causate dalla legge piemontese.

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