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«Di occasioni perse – commenta un gestore di apparecchi Newslot – dal nostro settore e dai suoi componenti sono, negli anni, infinite.
Una delle ultime, degna di attenzione, è stata in occasione della “ Convention Gestori “ organizzata dal concessionario di stato “Global Starnet” dal titolo: Le regole del gioco. Il settore a confronto.

Gli onori di casa sono stati fatti, a villa Miani, location stupenda, su Monte Mario, Roma, da uno dei due commissari nominati per amministrare pro tempore le attività dell’azienda.
Moderatore Giuseppe Cruciani, noto giornalista, conduttore radiofonico che ha avuto il coraggio di metterci la faccia, almeno lui, che man mano ha interagito con i vari relatori chiamati a confronto, ha anche chiesto se la filiera avesse delle proprie colpe per lo status quo.

I vari soggetti hanno tutti detto la loro sul tema del giorno, ma ciò che è proprio mancato è il confronto e una autocritica, forse per la assenza della controparte politica.

Particolare, accorato e coinvolgente, è stato in apertura, il contributo dato dal neo presidente Sapar, il quale ha fatto una disamina puntuale di tutte le criticità del settore, dei noleggiatori, tutti, sottolineando le problematiche dei regolamenti regionali, distanziometri e fasce orarie.

Preoccupato dai costi, che concessionari dovranno sostenere per de localizzare le loro sale art.88, mettendo un accento sul fatto che dove non c’e gioco legale, vi è quello illegale.

Prendendo netta distanza dal gioco d’azzardo, dicendo che la filiera, non ne fa. Altra mancata occasione persa per una autocritica, la verità è diversa. Non fa azzardo con le awp, che sono di fatto apparecchi di intrattenimento leggermente spinti, ma le vlt e gli altri prodotti concessori cosa sono? Azzardo legale, non c’e’ dubbio.

Altri relatori si sono occupati di problematiche legate al riciclaggio e all’anti riciclaggio, problemi di infiltrazioni mafiose o in genere malavitose nelle aziende del settore, problematiche di eticità da parte di istituti di credito che non aprono ma anzi chiudono i conti correnti delle società del comparto, ma aprono però le braccia ai concessionari e alle multinazionali e fondi di investimento, dimenticandosi forse di chi ha fatto gli onori di casa, appunto un commissario nominato da un tribunale in attesa di giudizio.

Particolare preoccupazione è stata data dal sig. Casalone, a riguardo dei fondi d’investimento che hanno in pancia le concessionarie, che in questo innegabile caos, potrebbero decidere di abbandonare il mercato, lui si preoccupa, noi ce lo auguriamo, visto che stanno attuando una pesca a strascico, rastrellando capillarmente ricchezze sul territorio italiano ridistribuendo poco o niente.

Altra mancata occasione, da parte del commissario padrone di casa, è stata quella di non denunciare i comportamenti che le altre concessionarie stanno attuando nei confronti dei piccoli e medi gestori, con ricatti, vessazioni, cartello commerciale ed esproprio dei nulla osta viziando di fatto il mandato concessorio.

Cosa peraltro che danneggia anche la stessa Global, a cui si deve dare atto, non ha mai avuto comportamenti simili nei confronti dei terzi incaricati e se il monopolio aprisse il mercato tra le 12 assegnatarie in concessione, iniziali, ne ricaverebbe un beneficio aziendale.
Che senso ha avere più concessionari se il mercato è bloccato?

Anche il sig, Mineo, che ormai siede al comando dell’ ADM da vari mesi, che anche in occasione avuta in questi giorni a seguito delle istanze postegli con urgenza, dal presidente nazionale Sapar, per quanto è dato sapere non si è pronunciato per chiarire le varie anomalie commesse dagli affidatari di Stato.

Non ha mancato il nostro ministro, Di Maio, che doveva fare la guerra alle lobbies dell’azzardo, che con la fiducia posta all’emendamento alla Camera fa cassa con i piccoli operatoti e agevola i grossi gruppi prorogando le concessioni vigenti.
Lo stato prende 2/3 dal cassetto delle awp e invece 1/3 dalle vlt.
Cos’e problema di salute pubblica o cassa? Ragazzi drogarsi fa male, ma se ti sposti di 500 metri e non ti si vede e se poi lo fai anche in orari stabiliti per legge che ce frega. Evviva i concessionari.

Forse gli italiani meritavano qualcosa di più e sicuramente meglio».

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