OIES

L’OIES (Osservatorio Italiano Esports) ha realizzato un webinar per chiarire la situazione sulla vicenda “sale LAN – ADM” attraverso un’analisi dei fatti. Durante l’incontro, l’avvocato Niccolò Travia (Studio Legale Lorenzoni) ha spiegato: “ADM ha preso un abbaglio. E’ stata fatta un’azione repressiva senza analizzare precisamente la situazione. Sorprende che siano state violate tutte le garanzie fondamentali. Una cosa utile sarebbe proporre una categorizzazione degli apparecchi esports nell’ambito delle categorie conosciute da ADM, in modo da facilitare i lavori e dare contorni certi a questa disciplina”.

L’avvocato Biagio Giancola (Studio Legale Martinelli, Rogolino, Giancola) ha aggiunto: “Adm ha fatto controlli anche in altre sale, che non hanno subito chiusure. Adm è composta da gente esperta, il problema nasce a livello di dispositivi di gioco. Non c’è una vera e propria lacuna, si fa riferimento a quei giochi in cui c’è un’abilità fisica o strategica per poter partecipare. Noi non dobbiamo inquandrare gli Esports, ma il dispositivo dove si praticano, e abbiamo tutti i mezzi per farlo. Le sale LAN che hanno applicato le regole sono rimaste aperte, le altre no, magari perchè non ne erano a conoscenza. ADM non fa alcun processo agli Esports, ma ha attuato un provvedimento contro dispositivi che non rispettavano la normativa esistente. Le sale LAN possono essere considerate impianti sportivi o palestre vere e proprie. Lo sport e tutta la disciplina dei videogiochi vanno insieme, non può esserci una scissione. Se una sala LAN si associa a un ente di promozione sportiva non vuol dire che è automaticamente in regola. L’Esport diventa sport solo dopo che il CONI lo considera tale. L’unico Esport riconosciuto dal CONI è quello motociclistico. Non si va verso una federazione Esport, ma ogni federazione avrà il suo sport virtuale”.

E’ quindi intervenuto l’avvocato Luca Pardo (Studio Legale Ontier): “Il tema è capire se si tratti o meno di apparecchi soggetti alla disciplina applicabile, bisogna poi capire che una cosa sono le autorizzazioni alle sale giochi e un’altra l’omologazione di apparecchi di gioco lecito, che sono l’oggetto di ciò che stiamo andando ad omologare. Non siamo sicuramente nel campo del gioco d’azzardo, comunque siamo fuori dall’ambito di competenza dell’ADM. Serve una normativa di riferimento che ci dica cosa è l’Esport. Se è sport seguiremo l’impianto giuridico delle discipline sportive, ma questo è tutto un altro scenario. Se si vuole far fiorire questo ecosistema bisogna trovare un punto in cui le licenze possano essere ottenute dai publisher in maniera abbastanza semplice. Si potrebbe creare un gruppo di lavoro all’interno dell’OIES per descrivere alle istituzioni il fenomeno per quello che è, senza fare confusione”.

Per il giornalista esportivo Riccardo Lichene “quello delle sale LAN è un non problema, perchè non ci sono software, viene noleggiata solo un’attrezzatura. Purtroppo c’è stata tanta superficialità da parte di molti media generalisti sulla notizia, che hanno iniziato a criticare tutti i videogiochi. C’è la necessità di ancora più persone che divulghino e spieghino questo mondo, i videogiochi sono un passatempo che alcune persone decidono di portare a un livello successivo e di farne la propria professione. Oltre a dirimere le questioni fondanti a livello legislativo, è altrettanto importante sottolineare il potere della divulgazione, del racconto, della spiegazione che in questi casi si manifesta in tutta la sua importanza. Purtroppo il primo approccio di molte testate generaliste è stato quello di chiudere tutto, perchè a loro detta i videogiochi stanno mettendo in pericolo i giovani. Questo non va bene”.