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(Jamma) – «La colpa di una politica che ha sempre rifiutato il confronto con il settore delle AWP – scrive Eugenio Bernardi, tecnico esperto riconosciuto nel settore degli apparecchi automatici, – non è misurabile perché quello che è accaduto al comparto dei giochi a vincita limitata 100€ e a giocata da 1€ (ovvero le New Slot dei bar e esercizi pubblici) non ha paragoni e vedono come principale responsabile il Sottosegretario Pier Poalo Baretta che ha avuto delega ai giochi nei governi di quest’ultima legislatura.

Non è certo il solo colpevole viste le spinte ludofobiche e NO SLOT che hanno coinvolto quasi tutto l’arco costituzionale, con rare eccezioni, compresi molti media e testate giornalistiche, che hanno spesso attaccato i videopoker (vietati dal 2004) per colpire e demonizzare le AWP o le slot.

Nel panorama delle ‘mancanze’ legislativo-amministrative dei governi di centro-sinistra succedutesi in questa legislatura (Renzi e Gentiloni, tralasciando quello Letta), in questi anni non si sono risparmiate nel contribuire al disastro anche molte amministrazioni regionali, comunali di ogni tipo di forza politica che li ha governate.

In questi 5 anni trascorsi non c’è giorno che sui giornali non sia comparsa la parola ‘ludopatia’ o le parole ‘slot e azzardo’, sempre e solo colpevolizzando una singola tipologia di giochi: le AWP o slot dei bar, poco o nulla distinte dalle più aggressive VLT delle sale dedicate.

Veniamo alle sciagurate e improvvide scelte del Sottosegretario che in 4 anni di pessima gestione della delega sui giochi ha iniziando senza capire in primis quali erano i rapporti fra concessionari/gestori/esercenti degli apparecchi a vincita e ha provato subito a fare cassa con la riduzione degli aggi per 500 milioni, randomicamente, richiesti al settore AWP/VLT per tramite dei concessionari (suggerita malamente e probabilmente da chi tali aggi aveva in altre concessioni).

Disastrosa l’elaborazione e la stesura del testo (emendamento proposto a firma Baretta), che già dal dicembre 2014 il sottoscritto intuiva (se pur non esperto ne dal punto di vista legale ne giurisprudenziale) essere palesemente in violazione della Delega fiscale e incostituzionale.

Quasi un anno dopo Il Tar Lazio rimanda alla Corte Costituzionale l’addizionale 500 mln con la seguente motivazione:

dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 3 e 41, primo comma, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 649, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015); dispone la sospensione del giudizio e ordina l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. La decina di ricorsi verrà finalmente discussa il prossimo 8 maggio dopo due rinvii per errori di notifiche.

In quella legge di stabilità per il 2015, cerano altri grossolani errori e orrori come il condono dei CTD (ripresentato pervicacemente anche nella legge di stabilità per il 2016) e altri commi per recuperare gettito, tutti palesemente falliti, con pochi milioni di euro incamerati e previsti .

Per il condono CTD 397 (presi 89 milioni) e i 540 milioni per recupero irregolarità dei Totem e altri giochi comma 6/a del 110 TULPS risultati dai controlli irregolari non pervenuti dati, come da una interrogazione del Sen.Vacciano più altri Atto n. 3-03086 ha dimostrato il flop di tali provvedimenti, dati certi e attualizzati si fatica a trovarli al MEF.

Evidenti le perplessità furono espresse anche dalla Commissione Europea nella opinione ufficiale di valutazione sul bilancio italiano consegnata alle autorità di Roma lunedì 16 novembre 2015, dove il commissario Pierre Moscovici al punto 9 mette in dubbio le additional revenues from gaming .

Proprio nelle stesse ore in cui Moscovici consegnava il documento, veniva resa ufficialmente pubblica la notizia, di certo non gradita ai responsabili del MEF che il Tar del Lazio ha in pratica bocciato la tassa di 500 milioni imposta con la legge di Stabilità 2015.

Ne frattempo la Delega Fiscale art. 14 giochi non è stata attuata ed è decaduta a fine giugno 2015, diventata con lievi modifiche un DL a firma Sen. Mirabelli e arenata definitivamente al Senato, di quel testo ci arriva una novità assoluta; le ormai arcinote ma oggetto misterioso, ovvero leAWP da remoto’…su cui fiumi di parole e testi si sono in tanti parlamentari e governanti riempiti la bocca insieme alla parola ‘ludopatia’

Non pago della confusione creata l’anno precedente nella legge di stabilità con la legge n. 208 del 2015 (legge stabilità 2016) il noto sottosegretario avendo fatto flop sui conti (nella precedente legge di Stabilità) ha pensato bene per rimediare con il comma 918 e seguenti, oltre reiterare il condono ai CTD, inutilmente, ha pensato per fare cassa di reinterpretare l’art. 1, comma 649, della legge n. 190 del 2014 per l’anno 2015, eliminarlo per il futuro ma aumentare il PREU dal 13% al 17,5% e abbassare la percentuale di vincita delle AWP dal 74% al 70% (motivazione fasulla suggerita da certi NO SLOT per disincentivare il gioco) semplicemente per fare cassa, aggiunto all’aumento dello 0,5% del PREU sulle VLT.

L ’improvvido Sottosegretario ha inoltre stabilito con il comma 943 la riduzione delle AWP del 30% entro il 31 dicembre 2019 da sostituire con le fatidiche ‘AWP da remoto’, e nel comma 936 viene stabilita una intesa Stato – Regioni dove verranno definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età’.

Nonostante le forti proteste di tutte le associazioni di settore il provvedimento di sostituzione di tutte le AWP al 75/74% parte con una notevole confusione ma soprattutto con un esborso da parte delle 5mila imprese di gestione di centinaia di migliaia di euro.

Nel contempo le regioni e i comuni continuano a produrre leggi e ordinanze contro le AWP o slot dei bar con distanziometri, orari ed effetti espulsivi, senza che queste leggi vengano minimamente impugnate dal governo centrale, incurante del fenomeno e concentrato esclusivamente nell’intento fare cassa in modo ‘punitivo’ soprattutto verso i gestori di AWP.

Parte il confronto snervante Stato-Regioni per arrivare ad un accordo, escono le prime bozze molto pro concessionari e appaiono i primi numeri dove si vuole eliminare completamente i giochi AWP nei bar e concentrarli nelle sale VLT (o Sale dedicate) e anzi le sale all’ora censite, 4.800 dal Libro Blu di ADM, le si vorrebbe aumentare di altre 5mila. Compaiono i locali di tipo A (liberi da imposizioni regionali e o comunali)e locali di tipo B (vincolati a tutti i limiti di regioni e comuni).

Compare il buco da 160 milioni della Stabilità 2014, i 340 milioni che si dice incamerati con vari espedienti fra cui il contributo dato dello 0,5 %, stabilito nella Legge Finanziaria 266/05 art. 1 comma 529, alle reti concessionarie . A giugno 2016 scadeva il bando di gara delle scommesse, che doveva assegnare 15mila licenze e oltre 210 sale bingo, un’operazione da circa mezzo miliardo per l’Erario. Ma un ostacolo si rivelerà insormontabile: i bandi di gara, infatti, potevano essere emanati solo dopo l’accordo Stato-enti locali in sede di Conferenza unificata. Accordo previsto per il 30 aprile 2016, data entro la quale si dovevano definire “le caratteristiche dei punti vendita, i criteri per la loro distribuzione territoriale ecc. ” , diceva la legge di Bilancio.

Nel frattempo, dai giochi all’Erario, arrivano 9 miliardi e 300 milioni circa – di cui 4,6 dalle AWP/slot e 1,2 dalle VLT a fronte dei circa otto degli anni precedenti. Niente male per chi voleva togliere le slot da bar e negozi.

L’intento di eliminare i gestori prosegue con le esternazioni settimanali dell’onnipresente Baretta che dichiara: ‘Ci sono troppi concessionari e gestori per un mercato che sta cambiando’, proprio mentre il governo, per rimediare alla lettera di Bruxelles che chiedeva allo Stato Italiano un aggiustamento per aver sforato il 3% nel rapporto deficit/Pil, pensa e attua un ulteriore aumento del PREU sulle AWP dal 17,5% al 19% e al 6% sulle VLT, improvvisamente e senza alcun preavviso o periodo transitorio con DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017,n. 50.

Se ciò non bastasse durante la discussione viene aggiunto un emendamento governativo a firma del noto sottosegretario, ovvero il comma 6 bis, che opera una riduzione anticipata delle AWP in due momenti molto ravvicinati e avendo come riferimento il numero delle AWP in esercizio al 31 dicembre 2016 pari a circa 407.000. Alla data del 31 dicembre 2017 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio delle AWP non può essere superiore a 345 mila, mentre al 30 aprile 2018 dovrà scendere a 265 mila. I concessionari quindi hanno dovuto procedere, entro il 31 dicembre 2017, alla riduzione di almeno il 15% del numero di nulla osta attivi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2016. La restante riduzione di oltre il 19% dovrà essere fatta entro il 30 aprile 2018, tutto questo senza toccare le più aggressive VLT e dalle dichiarazioni del Baretta e in risposta all’interrogazione è emersa la chiara volontà politica di colpire solo le AWP.

Il governo addirittura afferma che: ‘ La norma in esame non comporta oneri per lo Stato’ – si legge nella relazione tecnica, affermazioni contestate dallo scrivente ‘Bernardi ai Tecnici del Senato su Manovra Bis: ‘Questa la ricaduta sul settore delle slot‘ e da i dubbi dell’Ufficio studi del Senato oltre una Question time dell’On. Laffranco, in Commissione Finanze Camera ‘Buco in bilancio da 2,8 mld per minor gettito derivato da riordino giochi’ .
I conti non coincidenti della finanza pubblica italiana su quanto messo in RT e le dichiarazioni dello stesso Governo che prima con Casero (Mef) dichiarano: ‘Nel 2016 flusso imposte derivante da giochi a oltre 10 miliardi. Il prossimo anno probabile contrazione gettito causata da delibere locali’, poi riducono le AWP o New Slot comma 6/a del 34%. Trovatemi il senso di tale provvedimento se non la schizzofrenia del MEF e alla fine il Baretta (Mef) dichiara: ‘ La riduzione del numero degli apparecchi e dei punti di gioco nei prossimi tre anni determinerà nel medio periodo minori introiti per l’Erario‘, ergo non hanno la certezza del risultato e se come accaduto in passato e documentato (per esempio con i CTD) i conti non tornassero chi pagherà per l’errore? Ma la Corte dei Conti non sanzionerà tali comportamenti?
In questi giorni sulla riduzione del 15% e sulla poca chiarezza della legge emanata, si sono innestati diversi ricorsi contro la norma e contro i concessionari (specie quelli che sono anche gestori di apparecchi AWP di loro proprietà) che non si sono comportati in modo uniforme e per errori interpretativi o per errori economici sui propri noleggi e li stanno scaricando sui gestori, addirittura chiedendo riduzioni doppie o triple del noto 15% previsto dalla legge e il Baretta che affermava: la ‘ RIDUZIONE SLOT RESTA IN CAPO AI CONCESSIONARI, MA VIGILEREMO SU EVENTUALI SPEREQUAZIONI .

Tutto questo caos e il blocco continuativo dei nulla osta di messa in esercizio, in atto a singhiozzo da ottobre, si ripercuote sulla filiera produttiva da diversi mesi e appare evidente che la ‘tempesta Baretta’ sta portando molte imprese di produzione alla cassa integrazione se non alla probabile chiusura. Unito a ciò e alla rimozione di oltre 20mila AWP dei bar, causa distanziometro 500mt da luoghi sensibili della legge Regione Piemonte, molti gestori stanno chiudendo e altri sfiduciati stanno cedendo le proprie attività a gruppi più o meno grandi.

Quali prospettive per il prossimo futuro in vista anche della tornata elettorale del 4 marzo, se non quella in primis di punire la compagine governativa che ha portato questo tzunami e che fino all’ultimo ha fatto promesse di risoluzione dei vari problemi ovvero: accordo Conferenza Stato – Regioni per il caos interpretativo, rinviata a sine die per quale forma di Decreto usare e per come renderlo attuativo, nonostante i pessimi contenuti; il Decreto sul nuovo contingentamento, annunciato, in stand by non se ne vede ne bozza ne traccia all’ADM; il Decreto regole tecniche per le ‘AWP da remoto’, promesso pure quello, non pervenuta alcuna specifica certa, le bozze girate non soddisfano l’idea astrusa del Sottosegretario e ADM e Sogei sono in forte difficoltà (dicono le veline del settore) per poterlo emanare e inviare a Bruxelles a DG Imprese per stand still di 3 mesi insieme alle norme attuative delle quali se ne parlerà forse nel 2019, quando non si sa chi governerà.

Se si volesse punire chi è stato la causa del disastro non è che il panorama politico offra certezze alternative per il futuro, viste certe dichiarazioni del M5S, FdI, PSI e di altre forze politiche. Oltretutto i prossimi mesi chi avrà voglia di investire nel rinnovo del parco macchine rimasto, vista la prossima riduzione di un altro 19% entro il 30 aprile 2019? E poi alcuni concessionari si comporteranno come per la pima trache? Il TAR sul ricorso per questa presunta sbagliata modalità di interpretazione della riduzione si pronuncerà solo dopo il 23 maggio p.v. quando la tempesta si è ormai abbattuta nuovamente sul settore…

Dirà qualcuno che sono il solito pessimista, forse, direi che qui le speranze oltre che la pazienza e tanta perseveranza si vanno affievolendo e bisogna essere realisti. Ma per riconoscere la realtà bisognerebbe distinguere tra le esperienze personali e l’esterno, cosa non facile vista la situazione venutasi a creare dove ormai pure le associazioni di settore faticano a gestire e a far vedere luce in fondo al tunnel».

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