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(Jamma) – Secondo l’art. 5 del decreto attuativo 38169 del 30 marzo 2018, decreto per la rottamazione, “L’apparecchio dismesso e la relativa scheda di gioco, insieme o separatamente, possono essere trasferiti a produttori di apparecchi da gioco, anche in conto lavorazione, ai fini della rigenerazione dell’apparecchio. La sola scheda di gioco può essere trasferita, oltre che ai produttori di apparecchi, anche al produttore della scheda stessa”.

Le attività descritte sono attualmente in pieno svolgimento, diversi produttori si stanno organizzando per ricevere le schede di gioco dismesse dai terzi incaricati alla raccolta, nella maggior parte dei casi i proprietari degli apparecchi.

Si potrebbe pensare che la filiera si è adattata prontamente alle nuove regole prendendo in parola quanto descritto nell’art. 5 senza alcuna interpretazione.

Considerando che la maggior parte di produttori di schede sono anche produttori di apparecchi (praticamente tutti) è possibile per un produttore di apparecchi ricevere qualsiasi scheda di gioco ritirata dal mercato e con questo tentare di eliminare o almeno limitare la concorrenza.

Ovviamente il produttore degli apparecchi – che è nello stesso momento anche produttore delle schede di gioco – riciclerà le schede da lui prodotte riconoscendo un piccolo sconto ai terzi incaricati che cedono le schede di concorrenza.

Questo è legittimo visto che i proprietari hanno comprato a loro volta apparecchi funzionanti inclusa la scheda di gioco.

Rimane il dubbio se l’art.5 del decreto sia stato scritto tenendo conto che negli ultimi anni hanno chiuso molti produttori di schede di gioco oppure se la norma è stata pensata appositamente per agevolare un processo di “cannibalismo” tra produttori che ancora una volta impoverisce la filiera.

Per un produttore acquistare più schede possibile tra quelle dismesse di un suo diretto concorrente significa ridurre e penalizzare la concorrenza.

L’evoluzione del processo di riduzione delle Newslot, più che una manovra a tutela dei giocatori, sembra portare solo alla concentrazione nelle mani di pochi dell’offerta dei giochi automatici piuttosto che verso una limitazione dell’offerta totale.
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