Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), ha pronunciato ordinanza sul ricorso proposto da un operatore, rappresentato e difeso dagli avv. Matilde Tariciotti e Luca Giacobbe, contro la Questura di Mantova per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del decreto del Questore con il quale è stata negata la licenza per la raccolta delle scommesse.

Il TAR Lombardia ha accolto la domanda cautelare e fissato la trattazione del merito all’udienza pubblica del 2 febbraio 2022.

L’ordinanza

«La Questura di Mantova, con decreto di data 13 novembre 2020, ha negato al ricorrente la licenza ex art. 88 del RD 18 giugno 1931 n. 773 (Tulps) per l’attività di raccolta delle scommesse. La richiesta era riferita all’apertura di un punto di gioco sportivo nei locali del pubblico esercizio situato (omissis).

Il diniego si basa sulla nota della Polizia Locale (…), la quale attesta che i locali non rispettano le distanze minime dai luoghi sensibili di cui all’art. 5 della LR 21 ottobre 2013 n. 8, individuati dalla Regione con DGR 24 gennaio 2014 n. 10/1274, e ulteriormente precisati dal Comune.

Nel ricorso si evidenzia quanto segue:

all’interno dell’esercizio del ricorrente è già installata, sulla base di un contratto stipulato in data 1 marzo 2013 dal precedente titolare e dal concessionario nazionale della rete telematica, una postazione per la raccolta del gioco con gli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps;

mediante contratto stipulato il 5 marzo 2020 dal ricorrente e dal concessionario nazionale dei giochi pubblici su base sportiva di cui all’art. 1 comma 287 della legge 30 dicembre 2004 n. 311, come sostituito dall’art. 38 comma 2 del DL 4 luglio 2006 n. 223, è stato attivato nell’esercizio del ricorrente un punto di gioco sportivo;

peraltro, questo secondo contratto, nell’oggetto (art. 2) e nell’allegato A, non si limita a indicare i giochi descritti in premessa (scommesse a quota fissa, scommesse a totalizzatore, concorsi pronostici sportivi, totip, ippica nazionale, giochi di abilità a distanza), con l’integrazione delle scommesse su eventi virtuali, ma comprende anche la raccolta del gioco mediante gli apparecchi AWP di cui all’art. 110 comma 6-a del Tulps.

  1. Sulla vicenda si possono formulare le seguenti considerazioni:

l’obbligo di rispettare la distanza minima dai luoghi sensibili è posto dall’art. 5 comma 1 della LR 8/2013 unicamente per i locali dove vengono installati gli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps, ossia AWP (lett. a) e VLT (lett. b);

in base all’art. 5 comma 1-bis della LR 8/2013, la condizione che determina l’applicazione dell’obbligo della distanza minima è il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell’ADM in data successiva alla pubblicazione sul BURL della deliberazione della DGR 24 gennaio 2014 n. 10/1274 (ossia dopo il 28 gennaio 2014);

come già evidenziato da questo TAR (v. sentenza n. 111 del 2 febbraio 2021), l’obbligo di rispettare la distanza minima dai luoghi sensibili vale solo per gli apparecchi espressamente menzionati dall’art. 5 comma 1 della LR 8/2013 (AWP e VLT). Trattandosi di una norma restrittiva della libertà di iniziativa economica, non è ammissibile un’applicazione estesa a fattispecie che non sono considerate dal legislatore parimenti pericolose nell’induzione al gioco compulsivo;

l’attività di raccolta delle scommesse di cui all’art. 1 comma 287 della legge311/2004 non ricade pertanto nella disciplina sulle distanze minime dai luoghi sensibili. Conseguentemente, in sede di rilascio della licenza ex art. 88 del Tulps non possono essere opposti dinieghi sotto questo profilo, quando sia chiaro che l’autorizzazione oggetto della richiesta è riferita esclusivamente all’attività di raccolta delle scommesse;

nell’esercizio del ricorrente sono però installati anche apparecchi rientranti nella categoria di cui all’art. 110 comma 6-a del Tulps, come tali sottoposti all’obbligo della distanza minima;

in proposito, si devono introdurre delle distinzioni. Gli apparecchi installati prima del 28 gennaio 2014, ossia, nello specifico, quelli del primo contratto, sono esonerati per espressa previsione di legge, come si è visto sopra;

resta il problema degli apparecchi descritti nel secondo contratto, che si collocano a valle del suddetto spartiacque temporale. Per questi è necessario un approfondimento in sede amministrativa, allo scopo di stabilire se vi sia continuità con il contratto relativo agli apparecchi installati in precedenza (nel ricorso si sottolinea che il secondo concessionario è subentrato al primo per incorporazione). 5. In conclusione, deve essere adottata una misura cautelare sospensiva e propulsiva, che da un lato accerta la fondatezza dell’aspettativa del ricorrente a ottenere una licenza ex art. 88 del Tulps per l’attività di raccolta delle scommesse, e dall’altro rimette a un nuovo esame della Questura, nel contraddittorio con il ricorrente, il punto relativo agli apparecchi ex art. 110 comma 6-a del Tulps descritti nel secondo contratto».