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(Jamma) – “Fino a qualche anno addietro – scrive Cosimo Tarantino gestore di Awp, ex presidente del Consorzio Unigest 2011 ed ex consigliere del direttivo nazionale dell’associazione Astro – c’erano tutti i presupposti, gli interessi, la partecipazione, il sacrificio, l’impegno a portare avanti questi progetti imprenditoriali, pensavamo di far parte di un settore finalmente riconosciuto dallo Stato e che ci dava la possibilità di fare impresa e sviluppare progetti futuri a lunga scadenza, perciò non eravamo più considerati i famosi biscazzieri, ma coscienti ed orgogliosi di lavorare al fianco dello Stato, pagando le GIUSTE TASSE con delle macchine legali dando lavoro a tante famiglie”.

“Invece – prosegue Tarantino – da qualche anno è iniziato un accanimento nei nostri confronti che non ha eguali, ci attaccano da tutte le parti, da tutta la classe politica e ci tartassano fino all’esasperazione, ci accusano della Ludopatia, ci vogliono togliere tutto…

Siamo noi i primi a preoccuparci del fenomeno della Ludopatia (in questo senso ho apprezzato l’intervento di qualche settimana fa della Regione Puglia di Emiliano nostro candidato di scopo come ha detto il collega Patrizio Perla) perché siamo imprenditori qualificati che impiegano migliaia di lavoratori dipendenti che apparteniamo al mondo della piccola e media impresa e con molta fatica ci difendiamo dai sistemi multinazionali che curano solo il Business.

In tale ottica si inquadra un apprezzamento di massima per le disponibilità e le intenzioni formulate dalla Regione Puglia nell’ambito del confronto Conferenza Stato-Regioni ed in relazione alle discutibili proposte che si ipotizzano dal sistema del governo nazionale, con le quali si immagina un sistema di regole e controlli per evitare che ai soggetti affetti da tale malattia sia consentito giocare.

Ovviamente tale limite può essere apposto solo nelle strutture in cui esiste il proprietario che gestisce (Tabacchi, Bar, Sale Scommesse organizzate) e pertanto plaudiamo all’iniziativa che obbliga la riconoscibilità del giocatore. Soluzioni che possono ridimensionare il fenomeno e ritornare al vecchio contingentamento prima del 2011, lasciando un numero adeguato di macchine nei locali (Tabacchi, Bar, ecc.) e non concentrare il gioco solo in sale dedicate (non si cura così la ludopatia, anzi aumenta). Il distanziometro è solo un palliativo (esiste l’online che oltrepassa ogni limite).

Il risultato dell’azione del Governo è catastrofica, se l’aumento dell’1.5% sul Preu e il progetto di legge, se mai dovesse essere approvato, metterà in serie difficoltà migliaia di piccole e medie imprese (5.000) che pagano le tasse, e che saranno costrette a chiudere lasciando a casa centinaia di migliaia di lavoratori(200.000).

Ma forse il progetto del Governo era questo?

Fare fuori solo aziende che operano nel settore delle AWP e non intaccare tutto il resto delle forme di gioco che portano anch’esse alla ludopatia.

Così aumentando il Preu al 19% sulle slot (macchine molto meno pericolose delle Vlt) la pressione fiscale è altissima e così il tutto diventa insostenibile, mentre il Preu al 6% sulle Vlt (macchine pericolosissime, dove i giocatori non si ammalano di ludopatia, ma molto di più…). In più con la riduzione del 30% solo per le Slot e con le distanze dai luoghi sensibili, si arriva finalmente ad eliminare i gestori delle slot compresi gli esercenti (bar, tabacchi) per lasciare libero spazio alle bische o mini casinò con le Vlt e le prossime macchine che usciranno entrambe da remoto.

Perciò le condizioni ci sono tutte per portare il progetto a termine…

Leggendo l’articolo del sottosegretario Baretta, mi chiedo perché parla di polemiche pretestuose e dice che lo scopo è solo quello di impedire che si arrivi a decidere? Perché questo riordino non lo ha portato avanti con i rappresentanti del settore? Perché non si è presentato all’ultimo evento a Roma per discutere insieme e condividere la proposta più giusta? Perché continua a parlare di riduzione di oltre il 33% solo delle slot? E di circa il 50% dei punti vendita sempre e solo per le slot?

Bisogna limitare i danni per salvaguardare il nostro lavoro e se teniamo davvero a cuore le sorti del cittadino bisogna fare una riforma regolare, giusta e condivisa da tutti e non un accanimento rivolto solo a questo segmento, altrimenti la proposta sarebbe quella di togliere tutto slot e vlt comprese e noi ritornare ad avere a che fare solo con il gioco d’intrattenimento, limitare il gioco online e ridurre i biglietti della fortuna.

Solo così facendo nessun operatore del settore verrebbe discriminato”.

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