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(Jamma) – Ricordate i 500 milioni, ricordate l’enfasi nella presentazione della manovra 2015 con la quale il Governo si proponeva di togliere soldi alla lobby delle Slot?
Sembra passato un secolo ma era meno di due anni fa quando si discuteva del problema delle ripartizione della decurtazione degli utili degli operatori, ricordiamo le polemiche come ricordiamo perfettamente l’approssimazione e l’incompetenza nella gestione del provvedimento.

Politici e amministratori hanno lasciato gli operatori da soli nell’applicazione del disposto normativo, senza riuscire a decidere una strategia, ad impostare un metodo e una prassi uguali per tutti.

Così è accaduto che qualcuno ha pagato una quota della parte spettante dei famosi 500 milioni, altri non hanno pagato nulla. Dai tribunali, a seguito di un voluminoso contenzioso ancora in corso, si attendono le disposizioni definitive per l’attuazione del provvedimento.

La decurtazione degli utili degli operatori è stata pensata e scritta sulla base della stessa logica contorta con cui sono state imposte le norme di riduzione delle Newslot sul territorio.

Già con la prima fase di riduzione si consumano ingiustizie e trattamenti lontani da ogni forma di rispetto per diritti commerciali e di proprietà delle aziende impegnate nella distribuzione.

Nella logica della riduzione, infatti, non si tiene conto della proprietà dell’apparecchio da rottamare, dell’avviamento commerciale e dello storico dei terzi incaricati della raccolta impegnati nella gestione dell’apparecchio.

La riduzione si basa sul criterio della raccolta, non importa se una apparecchio è stato appena acquistato e necessita del ciclo di ammortamento, non importa se lavora meno perché è l’attore principale del servizio di offerta pubblica dei giochi in un piccolo paesino di montagna…

La prima fase prevede una riduzione del 15% che è stata calcolata sul numero di apparecchi nella disponibilità del concesionario facendo carne da macello dei diritti rivendicati dai terzi incaricati della raccolta.

Questo atteggiamento porterà ancora contenzioso in tribunale ma moralmente è un atto di arroganza e un dispetto che il Governo ha messo in campo contro l’ultimo anello della rete distributiva dei giochi.

I terzi incaricati della raccolta ricorderanno per molto tempo questa politica per i giochi.

m.b.

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