ariano
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – «L’imposizione di obblighi da parte del Concessionario – scrive in un parere l’Avv. Massimiliano Ariano – in sede di sottoscrizione del contratto di rete costituisce un abuso nella misura in cui vincola il Gestore ad intrattenere a tempo indeterminato il rapporto sempre con la medesima controparte».

«Le previsioni contrattuali censurabili – prosegue Ariano – sono quelle che impongono al Gestore il pagamento di esose penali in caso di recesso a fronte dell’espresso diritto del Concessionario di recedere ad nutum senza incorrere nel pagamento di alcun indennizzo a favore di controparte.

L’articolato contrattuale, così come innanzi prospettato, produce un duplice effetto: da un lato impedisce al Gestore di procedere alla migrazione dei N.O.E. ad altro Concessionario se non provvedendo al pagamento di ingenti penali (circa €. 1.500,00 a macchina) dall’altro libera il Concessionario dai propri vincoli contrattuali consentendo a questi di modificare l’assetto della propria filiera a COSTO ZERO. In entrambe le ipotesi di <uscita> dal contratto, sia che ciò avvenga per scelta del Gestore o del Concessionario, a sopportare spese ingenti e subire danni alla propria attività imprenditoriale sarà unicamente il primo e ciò in conseguenza di un contratto di rete capestro a causa di un’evidente asimmetria negoziale.

L’ <uscita> dal rapporto contrattuale vigente rappresenta per il Gestore un palese evento traumatico alla luce delle nuove disposizioni normative che, a decorrere dalla Legge di Stabilità del 2016, hanno di fatto ingessato il mercato dei N.O.E per le macchine AWP comma 6 lett a) impedendo da un lato il rilascio di nuovi N.O.E e dall’altra autorizzando una sostituzione dei vecchi titoli con nuovi lasciando inalterato il numero degli stessi pari 418.210, alla data del 31/12/2016. Ad aggravare ancora di più la posizione del Gestore è il procedimento di riduzione delle macchine AWP, avviato con Decreto Ministeriale del 25/07/2017, in misura pari ad almeno il 34,9% alla data del 30/04/2018.
Alla luce dei su citati riferimenti normativi sarà difficile, se non impossibile, per il Gestore reperire sul mercato nuovi N.O.E. con la conseguenza che lo stesso subirà, in caso di IMPOSTA estromissione dal contratto a seguito di recesso da parte del Concessionario, ingenti danni non potendo, neppure con un preavviso di sei mesi, riconvertire la propria attività imprenditoriale vista l’impossibilità di reperire sul mercato altri N.O.E. in considerazione del fatto che, secondo indiscrezioni, l’Agenzia dei Monopoli ha bloccato l’emissione di tutti i nulla osta di esercizio sostitutivi.

In ragione di ciò il recesso del Concessionario, anche se con un preavviso di sei mesi, configura un abuso da parte di quest’ultimo dello stato di dipendenza economica in cui viene a trovarsi il Gestore: secondo la giurisprudenza di legittimità (Cass 2104/16787) l’abuso di dipendenza economica è la <situazione che va ravvisata allorchè l’una sia in grado di determinare nei confronti dell’altra un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi, tramite l’imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o tramite l’interruzione arbitraria delle relazioni commerciali in atto, anche in considerazione della difficoltà, per la vittima dell’abuso di reperire sul mercato alternative soddisfacenti. l’abuso da parte di una o più imprese dello stato di dipendenza economica in cui si trovi nei loro confronti un’impresa cliente o fornitrice>.

Un’alternativa all’atto di recesso è certamente la procedura di risoluzione consensuale del contratto con subentro del nuovo concessionario (v. decreto direttoriale 23 aprile 2007 e circolare n.3 del 2007 AAMS), misura questa che assicura al gestore la continuità dell’attività aziendale immediata già al momento dello scioglimento, senza interruzione del rapporto e senza la necessità di ricercare sul mercato nuovi N.O.E. Tuttavia detta procedura, se non regolamentata giuridicamente in modo corretto, può incorrere nella violazione dei divieti di installazione di macchine in caso di inosservanza dei limiti distanziometrci laddove la relativa LEGGE REGIONALE definisce <nuova installazione> la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere.

Per tutte le ragioni come innanzi espresse al Gestore deve essere garantita, in ossequio del principio di libera concorrenza, il diritto alla PORTABILITA’ dei N.O.E ad altro Concessionario senza preclusioni di alcun genere. A tanto si perviene da un lato con l’eliminazione di tutte quelle clausole contrattuali che, imponendo, esose penali al Gestore recedente lo vincolano a vita nei confronti della propria controparte e dall’altra smascherando e quindi censurando l’abuso di dipendenza economica perpetrato dai Concessionari a danno dei Gestori nel momento in cui i primi procedono arbitrariamente all’interruzione del relativo rapporto contrattuale.

Ecco quindi la ragione per la quale l’AGCAI, tramite il sottoscritto avvocato, intende presentare un RICORSO davanti al Garante della Concorrenza al quale sarà demandato il compito di vagliare le distorsioni e le asimmetrie che connotano il rapporto contrattuale tra Concessionario e Gestore».

Commenta su Facebook