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(Jamma) – “Nei giorni scorsi sono stati diffusi seppure in modo non ancora sistematico ed ufficiale, i dati della nuova rilevazione 2017 dello studio IPSAD sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni in Italia a proposito di pratica del gioco in denaro. Nei giorni successivi sono state pubblicate sulle agenzie specializzate online alcune prese di posizione che a giudizio di chi scrive falsificano grossolanamente la realtà” spiega in una nota Paolo Jarre (Presidente Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d’Aosta).

“Ne citerò solo un paio: Matilde Tariciotti, legale che rappresenta uno degli operatori che chiedono l’annullamento dell’ordinanza sindacale torinese. “Fra i motivi di ricorso presentati ci  sono le risultanze del nuovo studio del CNR in cui emerge che non sono Awp e Vlt a incidere maggiormente sul Gap ma altre tipologie di gioco. Secondo noi, non è stata adeguatamente approfondita l’efficacia dei limiti orari disposti dal Comune come deterrente rispetto all’insorgere di questa patologia”; Raffaele Curcio, presidente SAPAR: “Anche il nuovo studio del CNR conferma che il gioco più diffuso resta ilGratta&Vinci (la percentuale di giocatori che lo scelgono è salita dal 60,1 del 2010 al 74 percento del 2017); seguono Lotto e Super Enalotto, e quindi le scommesse sportive. Di cosa stiamo parlando quindi? I rappresentanti di Comuni e Regioni dovrebbero rendersi conto che si stanno prestando ad una vera e propria mistificazione della realtà, facendo il gioco delle vere lobby dell’azzardo che nulla hanno a che fare con le migliaia di imprese sul territorio”; di solito queste dichiarazioni sono precedute da titoli del tipo: “Dal Cnr di Pisa dati inequivocabili: la vera minaccia non sono le slot”.

Ma quali sono le risultanze principali dello studio IPSAD 2017?

1) La serie storica delle rilevazioni IPSAD (2007, 2011, 2014 e 2017) permette di affermare che la prevalenza del gioco problematico in Italia si è quadruplicata in 10 anni, subendo una crescita costante (0,6; 1,3, 1,6 e 2,4 % dei soggetti che dichiarano di aver giocato nell’ultimo anno; da 100.000 a 400.000 persone cui va aggiunto il contingente degli ultra 64enni stimabile in circa altre 100.000 persone); parimenti è cresciuto, seppure in misura meno impressionante, il numero delle persone che giocano con un profilo di rischio non trascurabile (“moderato”) che nel 2017 raggiunge il milione tra i 15 e i 64 anni.

2) I giochi più popolari nell’intero insieme dei giocatori sono le lotterie istantanee (quasi ¾ dei giocatori nell’ultimo anno le hanno praticate almeno una volta), seguite dal SuperEnalotto (quasi la metà), dal Lotto e dalle scommesse sportive (poco più di ¼), 10 e Lotto e Win for Life (13%); gli apparecchi automatici sono un gioco di cui solo il 5,9 % dei giocatori dell’ultimo anno afferma l’utilizzo almeno una volta.

3) Quest’ultimo dato non è rassicurante come farebbero credere alcune affermazioni ma al contrario molto preoccupante; basta fare qualche semplice conto (approssimato per semplificare il messaggio ma anche facendolo con i dati esatti non cambia il risultato); il 5,9 % del 42,8% (le persone tra i 15 e i 64 anni che dichiarano di aver giocato nell’ultimo anno) di 40 milioni (i residenti in Italia tra i 15 e i 64 anni vuol dire un numero di 1 milione e 10 mila soggetti); a questi, ammesso e non concesso che le persone tra i 65 e gli 84 anni giochino con gli apparecchi come i più giovani (lo fanno ma meno intensamente, soprattutto gli ultrasettantacinquenni…) arriviamo a un numero stimato massimo di 1,3 milioni di giocatori di New Slot e VLT.

4) Quanto spendono questo 1,3 milioni di persone (solo negli apparecchi, perché in realtà si tratta di soggetti che spesso giocano più giochi)? Il conto è presto fatto. Limitandosi al gioco offline tradizionale la raccolta (giocato) è di circa 50 miliardi e la spesa (perdite) circa 10 miliardi. Questo vuol dire che ogni giocatore di apparecchi automatici di gioco investe annualmente i questi soli giochi la somma di 38.500 € e ne perde definitivamente 7700, 640 al mese.

5) I giocatori di tutti gli altri giochi (nell’ultimo anno almeno un gioco), contando anche i soggetti sino a 84 anni sono circa 20,5 milioni; tutti questi investono nel gioco (dato 2017 approssimato) circa 53 miliardi di euro e ne perdono circa 9,5. Questo vuol dire che ogni giocatore di giochi diversi dagli apparecchi automatici di gioco investe annualmente i questi soli giochi la somma di 2.600 € e ne perde definitivamente 460, 40 al mese.

6) Questa è la differenza, non c’è alcun accanimento contro gli apparecchi ma l’accanimento è quello degli apparecchi (di chi li produce, li gestisce, li noleggia…) ma soprattutto di chi ne ha
sdoganato la presenza nel nostro territorio contro quel poco più di 1 milione di persone, spesso già piene di altri problemi.

7) La specifica pericolosità degli apparecchi è ben documentata in un altro dato della ricerca IPSAD 2017; il rapporto tra la presenza dei vari tipi di giochi nella popolazione generale dei
giocatori e in quella dei giocatori problematici è un indice importante dello specifico rischio attribuibile a ciascun gioco; i Gratta e Vinci e il SuperEnalotto sono rappresentati in proporzione analoga tra i giocatori tutti e i problematici (74% versus 67,5%; 42,5 e 43,4%), il Lotto un 30% in più tra i problematici (38,3 versus 28,3), Win for Life il doppio, Scommesse sportive e Bingo presenti tra i problematici quasi 3 volte rispetto a tutti i giocatori e gli apparecchi di gioco praticati dai giocatori problematici e patologici oltre 6 volte l’insieme dei giocatori (il rapporto crescerebbe ancora se si confrontassero con quelli che non giocano affatto con apparecchi e non dalla somma di chi ci gioca e chi non ci gioca): 38,1% contro 5.9%. E’ un grossolano errore confrontare il 67,5 % dei giocatori problematici che usano anche gratta & vinci con il 38,1 che usa apparecchi perché il confronto affinché sia metodologicamente corretto va proposto come sopra.

8) Quanto sopra non fa che confermare il dato clinico; nei Servizi per le Dipendenze italiani oltre l’80 % dei giocatori in carico per disturbo da gioco d’azzardo ha come gioco problematico l’uso di uno o più apparecchi automatici di gioco. Non che non ci siano anche i dipendenti da Gratta & Vinci o scommesse sportive, ma non si possono falsificare i dati” ha concluso Jarre.

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