Il giorno dopo la decisione di estendere a tutto il territorio nazionale le disposizioni più restrittive per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus per le imprese di gestione degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata distribuiti su decine di migliaia di esercizi commerciali è il caos.

Secondo quanto ci viene riferito in queste ore la difficoltà maggiore sarebbe nel giustificare la circolazione degli addetti preposti alla gestione degli apparecchi il cui compito, oggi, è quello di raccogliere gli incassi degli apparecchi e attivare la funzione di blocco della raccolta.

Si tratta di due operazioni indispensabili e fondamentali anche per garantire che le procedure vengano  eseguite esattamente come previsto, trattandosi di apparecchi che consentono il gioco pubblico su concessione dello Stato.

La raccolta delle giocate all’interno dell’apparecchio prevede precise scadenze, così come la lettura dei contatori e, in questo caso, la predisposione alla operazioni di messa in blocco. Quest’ultima infatti non può essere eseguita senza recarsi sul posto. Eppure, secondo diverse testimonianze, l’attività dei preposti non è considerata tra quelle considerate necessarie. In fase di controllo da parte degli agenti la motivazione indicata nel modulo di autocertificazione non risulterebbe idonea, da qui la chiamata in causa dell’azienda.

Una situazione che sta destando allarme tra gli operatori per i quali la contestazione dell’ammenda prevista, ovvero sanzione penale che va annotata nel casellario giudiziario personale e quindi tale da poter  macchiare la fedina penale.

L’altra criticità attiene alla presenza delle slot all’interno delle tabaccherie che, per disposizione DPCM dell’11 marzo, possono restare aperte. Se su questa disposizione non sembrano esserci dubbi, molto meno chiara è la possibilità che gli apparecchi da gioco possano continuare a funzionare. Sebbene qualcuno stia interpretando la norma nel senso che si debba osservare necessariamente l’obbligo di garantire la distanza di almeno un metro tra i clienti, per alcuni organi di controllo non sarebbe così e tutte le attività di gioco andrebbero cessate. Da qui la contestazione in fase di controlli.

Per questo le imprese di gestione, così come pare abbiano già ottenuto altre categorie di esercenti, chiedono dall’ADM specifiche indicazioni su come operare.