Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato contro il Ministero dell’Interno in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della informazione interdittiva antimafia, emessa dalla Prefettura di Milano (…) del seguente tenore letterale “ data la sussistenza delle risultanze istruttorie, investigative e processuali acquisite, dalle quali è emerso un quadro indiziario complessivo tale da fare ritenere attendibile l’esistenza di idonei e specifici elementi di fatto, obbiettivamente sintomatici e rivelatori di concrete connessioni con la criminalità organizzata tali da condizionare le scelte dell’impresa in questione… sul conto di -OMISSIS-, amministratore dell’impresa in esame, non sono stati riscontrati elementi significativi.. ”; nonché di ogni altro atto presupposto, preparatorio, prodromico, concernente, connesso o consequenziale al provvedimento prot. Fasc. 12B.7/2019-001552, anche non conosciuto e comunque lesivo degli interessi della società ricorrente comprese le indagini istruttorie sottese agli atti impugnati, di cui non si conoscono gli estremi e/o il contenuto, ivi comprese le conseguenti e successive revoche di licenze e/o autorizzazioni di polizia necessarie all’esercizio dell’attività dell’azienda interdetta quanto ai presenti motivi aggiunti: di tutti gli atti già impugnati con il ricorso originario nonché del 1) provvedimento di revoca della licenza ex art. 88 del T.U.L.P.S. per l’installazione dei sistemi di gioco di cui all’art. 110, comma 6, lett.b, del T.U.L.P.S. denominati V.L.T. , presso l’esercizio (…); 2) provvedimento di revoca della licenza ex art. 88 del T.U.L.P.S. per l’installazione dei sistemi di gioco di cui all’art. 110, comma 6, lett.b, del T.U.L.P.S. denominati V.L.T. , presso l’esercizio dedito sito (…); 3) provvedimento di cancellazione della società – OMISSIS – dall’elenco – per gli anni 2020 e successivi – dei soggetti (ex art. 1, comma 533, come sostituito dall’art. 1 comma 82 della legge 13.12.2010 n° 220 e dall’art. 24 del D.L. 6.07.2011 n° 98, convertito con mod. nella legge n° 11 del 15.07.2011) che svolgono attività funzionale alla raccolta di gioco pubblico mediante apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro (Albo RIES) del 3.07.2020 notificata in pari data (DOC. C allegato al presente ricorso); 4) provvedimento di annullamento SCIA e divieto di prosecuzione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande riservata ai clienti e di vendita di generi di monopolio presso la sala VLT di Via -OMISSIS- del 26.06.2020 notificato alla -OMISSIS- Via PEC in pari data (Doc D allegato al presente ricorso); 5) provvedimento della camera di Commercio Milano Monza Brianza lodi di annotazione d’ufficio di cessazione attività Prot. 0226565/U del 14.07.2020 notificato alla -OMISSIS- via PEC il 04.08.2020 (Doc E allegato al presente ricorso). (cfr All. A).

Per il Tar: “Considerato che il decreto emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, Sezione misure di prevenzione ha disposto, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 159/2011, il sequestro delle quote sociali della -OMISSIS-; tale misura espone l’intero patrimonio sociale a confisca e non determina la sospensione degli effetti interdittivi di cui all’art. 94, che consegue alle diverse ipotesi del controllo giudiziario e dell’amministrazione giudiziaria di cui agli artt. 34 e 34 bis del decreto 159; Ritenuto che anche le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o a s.c.i.a. soggiacciono alle informative antimafia (cfr. Corte cost. n. 4/2018 e 57/2020), il che rende affatto vincolati e doverosi i provvedimenti impugnati con i motivi aggiunti; Ritenuto, in tale quadro, che il pregiudizio lamentato dalla ricorrente appare allo stato recessivo rispetto alla natura e alla rilevanza degli interessi pubblici affidati alla cura dell’autorità procedente, nonché alle esigenze di ordine pubblico volte ad espungere dall’esercizio di attività soggette ad autorizzazione un’organizzazione di impresa compromessa; Ritenuto insussistente il requisito dell’estrema gravità e urgenza tale da non poter attendere la prima camera di consiglio utile per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare;

P.Q.M.

Respinge l’istanza in premessa.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 21 ottobre 2020”.