Il Tribunale di Milano, in riferimento al noto e diffuso contenzioso avviato dai concessionari di rete per il recupero coattivo del credito correlato alla legge 190/2014 (art.1 comma 649 come modificato dalla legge 208/2015), con  ordinanza del 20.2.2020, in accoglimento delle tesi svolte dai difensori del gestore avvocati Marco Ripamonti e Carlo Lepore, ha rigettato l’istanza  di concessione della provvisoria esecuzione, avendo ritenuto che “la complessità e la novità dei profili giuridici per cui è causa inducono a ritenere incerto il credito ingiunto, ragione per la quale non sussistono i presupposti per la concessione della provvisoria esecuzione“.
Gli avvocati Ripamonti e Lepore hanno affermato di apprezzare la predetta ordinanza in quanto ha dato contezza delle numerose questioni eccepite avverso il credito avviato in via monitoria dal concessionario ritenendo che il giusto criterio di quantificazione della somma dovuta, la ripartizione della stessa fra i componenti della filiera costituiscono nodi giuridici da risolvere mediante giudizio a  cognizione piena.
A ciò si aggiunga, ricordano altresì i due professionisti, che nel caso di specie il gestore opponente aveva a suo tempo proposto ricorso al TAR del Lazio, ad oggi ancora pendente, sulla medesima  questione.
Gli avvocati Ripamonti e Lepore hanno infine dichiarato di auspicare che i Tribunali, impegnati su tutto il territorio nazionale in riferimento al predetto contenzioso, possano valutare la controversia con estrema attenzione, ponderando attentamente l’eventuale concessione della provvisoria esecuzione del provvedimento monitorio che in determinati casi può causare la cessazione dell’attività di impresa per l’onerosità del credito erroneamente quantificato dal concessionario.