iaccarino

“Siamo di fronte a una sostituzione del mercato economico con il mercato politico. Alcuni campi sono diventati quelli su cui si alimenta il consenso. Ci sono 4/5 temi che riscuotono successo e consenso, c’è chi ha ottenuto successi politici recentissimi. Da qualche anno a questa parte, sulla lotta al gioco aumenta il consenso politico, soprattutto su alcune tipologie, come le slot”.

Parole di Armando Iaccarino, Direttore del Contro Studi AS.TRO, oggi a Roma per il convegno dedicato al gioco e organizzato da Global Starnet.

“Il gioco legale è riserva dello Stato, dietro il modello attuale c’è un progetto che viene da lontano. Si voleva intervenire su un settore che era considerato a rischio, il progetto avviato  ha comunque dimezzato il numero di apparecchi da gioco che c’erano sul territorio nazionale, ovvero quelli che venivano definiti videopoker e che non erano regolamentati. Si è introdotta una garanzia di rete pubblica. Infine si è garantito uno storno dei profitti che prima andavano non si sa a chi e che oggi sono garantiti allo Stato. Questo modello ha iniziato a zoppicare, ci sono stati cambiamenti continui, oggi non si capisce cosa ne è rimasto e non si capisce verso quale direzione si sta andando.

E’ efficace un intervento tramite il distanziometro e limiti orari? L’ISS ha espresso dubbi, vorrei che si potesse ragionare su questo. Andando avanti così torniamo in una situazione in cui la trasgressione diventa più appetibile di ciò che hai davanti agli occhi continuamente. Se il gioco lo rendo visibile scatta una forma di controllo sociale. Coloro che decidono hanno ragionato su questi aspetti o siamo solo davanti a una forma di mercato politico? Che la politica si rifiuti anche solo di sedersi a un tavolo per ragionare su questi temi, non è un bel segnale. Si chiudono gli occhi e si porta avanti un pregiudizio solo perchè porta consenso elettorale. Il mondo del gioco legale è in Italia il più controllato in assoluto, a partire dai controlli sui soggetti che cominciano ad operare all’interno di questo mondo. C’è una rete telematica che rileva tutti i movimenti su ciascuna delle macchine. Nonostante questo si continua a sprecare soldi per aumentare i controlli, è un’idiozia. In merito all’emendamento che fa obbligo di costruire una rete di rilevazione degli orari di funzionamento di ciascuna macchina, voglio suggerire una riflesione: ma lo sappiamo che è possibile attraverso la rete spegnere e accendere gli apparecchi, controllare gli orari dal sistema? C’è quindi bisogno di spendere soldi per una cosa che non ha senso e non serve?”, conlude Iaccarino.

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