Il Giudice di Pace di Bologna, con sentenza depositata il 28.12.20, ha accolto il ricorso di un titolare di sala giochi che aveva installato un apparecchio “Picchio” della tipologia comma 7 lett.a) che erogava a titolo di premio modellini fac simile in metallo di telefonini smartphone, simili a quelli realmente in commercio.

La sanzione era stata comminata in quanto ad avviso dei procedenti gli stessi premi avrebbero superato il valore di venti volte il costo della partita, lasciando anche credere ai clienti di poter vincere costosi telefoni realmente funzionanti.

Il ricorrente, assistito dall’avv.Marco Ripamonti, ha eccepito il difetto di motivazione affermando la carenza di argomenti oggettivi idonei a dimostrare tale circostanza, riducendosi la stessa a mera opinione soggettiva dei procedenti non assistita da valore fidefacente. Lo stesso ricorrente ha anche prodotto fatture d’acquisto dei fac simile dei telefoni comprovanti un valore dei premi stessi nel limite di legge facendo notare che sull’apparecchio fosse specificata la tipologia del premio, quale fac simile.

Il Giudice di Pace ha accolto per difetto di motivazione affermando il principio secondo cui il valore fidefacente del verbale non può estendersi a valutazioni tecniche che vanno oltre il dato oggettivo di quanto rilevato, in tal modo ponendo a carico di Adm l’onere della prova riguardo al dettaglio tecnico della presunta violazione.