E’ legittimo, ovvero conforme alla direttiva europea in materia di libera prestazione di servizi, stabilire una sanzione minima pecuniaria per ogni apparecchio da gioco, ritenuto d’azzardo, e irregolare?

E’ l’interrogativo posto alla Corte di Giustizia Europea, nell’ambito di un giudizio che vede coinvolto un imprenditore accusato di aver installato apparecchi da gioco, d’azzardo, irregolari e la Magistratura austriaca.

La legge federale austriaca sul gioco d’azzardo stabilisce il divieto di giochi con promessa di vincite patrimoniali per i quali nessuna concessione o autorizzazione è mai stata accordata sul fondamento della presente legge federale.

L’articolo della stessa legge, intitolato «Disposizioni sulle sanzioni amministrative», recita come segue:

Commette un’infrazione amministrativa ed è punito con una sanzione pecuniaria dell’autorità amministrativa fino a EUR 60 000 nei casi previsti al punto 1 e fino a EUR 22 000 nei casi di cui ai punti da 2 a 11. Chiunque, al fine di consentire una partecipazione dal territorio austriaco, allestisca, organizzi o metta a disposizione, in qualità di operatore, giochi con promessa di vincite patrimoniali vietati , o vi partecipi in quanto operatore “in caso di violazione commessa con un massimo di tre apparecchi automatici o altri strumenti vietati, l’utilizzo di ciascun apparecchio automatico o altro strumento vietato è punito con la sanzione pecuniaria da EUR 1 000 a EUR 10 000 in caso di prima infrazione, oppure da EUR 3 000 a EUR 30 000 in caso di seconda infrazione; in caso di infrazione commessa con più di tre apparecchi automatici o altri strumenti vietati, l’utilizzo di ciascun apparecchio automatico o altro strumento vietato è punito con la sanzione pecuniaria da EUR 3 000 a EUR 30 000 in caso di prima violazione, o con la sanzione pecuniaria da EUR 6.000 a EUR 60 000 in caso di recidiva.

L’operatore in questione nel 2016 ha messo a disposizione dieci apparecchi automatici per il gioco d’azzardo. Con una decisione amministrativa, il ricorrente nel procedimento principale è stato riconosciuto responsabile e l’autorità amministrativa di contrasto ha inflitto al ricorrente per ciascuna infrazione una sanzione amministrativa di EUR 10 000, nonché, una pena detentiva sostitutiva di tre giorni, vale a dire, in totale, per i dieci apparecchi automatici, una sanzione pecuniaria di EUR 100 000 e una pena detentiva sostitutiva di 30 giorni. L’autorità amministrativa di contrasto ha inoltre imposto al ricorrente il pagamento di EUR 10 000 come contributo alle spese del procedimento.

Tale decisione è stata impugnata dinanzi al Landesverwaltungsgericht Steiermark (Tribunale amministrativo regionale della Stiria, Austria) con un ricorso che è stato respinto.

Fino a quando il caso è finito alla Corte Eu su richesta del Tribunale Amministrativo.

La Corte (Seconda Sezione), con sentenza del 18 ottobre ha dichiarato che :

1)      L’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che nei procedimenti relativi all’irrogazione di sanzioni per violazione di un monopolio nel settore del gioco d’azzardo, il giudice nazionale, investito del sindacato sulla legittimità di una sanzione irrogata per una violazione siffatta, deve valutare specificamente la conformità all’articolo 56 TFUE delle sanzioni previste dalla normativa applicabile, tenuto conto delle modalità concrete della loro determinazione.

2)      L’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale che, per la messa a disposizione, in qualità di operatore, di giochi con promessa di vincite patrimoniali vietati, preveda imperativamente quanto segue:

–        la comminazione di una sanzione pecuniaria minima per ciascun apparecchio automatico per il gioco d’azzardo non autorizzato, senza un limite massimo per l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie inflitte, purché l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie inflitte non sia sproporzionato rispetto al vantaggio economico ricavabile dalle infrazioni sanzionate;

–        la comminazione di una pena detentiva sostitutiva per ciascun apparecchio automatico per il gioco d’azzardo non autorizzato, senza un limite massimo per la durata complessiva delle pene detentive sostitutive inflitte, purché la durata della pena detentiva sostitutiva effettivamente inflitta non sia eccessiva rispetto alla gravità delle infrazioni contestate, e

–        un contributo alle spese del procedimento pari al 10% delle sanzioni pecuniarie irrogate, purché tale contributo non sia eccessivo rispetto al costo effettivo di un procedimento siffatto né violi il diritto di ricorso ad un giudice sancito dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La Corte Europea non mette in discussione l’applicazione di sanzioni confermando che “la comminazione di una sanzione pecuniaria minima per ciascun apparecchio automatico non autorizzato () non risulta di per sé sproporzionata rispetto alla gravità delle infrazioni di cui trattasi, poiché le offerte illegali di giochi d’azzardo mediante apparecchi automatici, che sfuggono per loro natura al controllo delle autorità amministrative e per le quali non è possibile verificare il rispetto delle misure previste dalla legge a tutela dei giocatori, possono, come rileva il governo austriaco, produrre effetti nocivi particolarmente gravi sulla società, avendo la Corte già dichiarato che le lotterie costituiscono un incentivo alla spesa che può avere conseguenze individuali e sociali dannose “.

Resta il fatto che “per quanto riguarda l’importo di tale sanzione pecuniaria minima, spetta al giudice nazionale, al fine di valutarne la proporzionalità, tener conto del rapporto tra l’importo della sanzione pecuniaria che può essere inflitta ed il vantaggio economico derivante dall’infrazione commessa, al fine di scoraggiare i trasgressori dal commettere tale infrazione“.