Si torna a parlare di tassa di 500 milioni , come misura una tantum applicata alla raccolta delle slot. Il Tar Lazio ha respinto altri cinque ricorsi.

‘I concessionari non sono infatti più i soli tenuti per l’intero ha corrispondere il contributo pari a 500 milioni di euro per il solo anno 2015, atteso che, per effetto della disposizione sopravvenuta, anche tutti gli altri operatori della filiera sono tenuti in misura proporzionale ai compensi contrattuali del 2015.

Mentre d’altra parte i gestori, odierni ricorrenti, mentre erano originariamente obbligati a riversare l’interi ricavato delle giocate, senza possibilità di trattenere il compenso loro spettante, attualmente sono invece solo obbligati in misura proporzionale ai compensi contrattuali del 2015 e non devono più rinegoziare i rapporti in essere con i concessionari’.

Il Tar Lazio ha respinto nuovamente i ricorsi di gestori contro la disposizione che impone il pagamento della tassa di 500 milioni applicata alla raccolta delle slot.

L’imposta è stata introdotta dalla L. 28 dicembre 2015 n. 208 – legge di stabilità per l’anno 2016, e sulla stessa si è espressa anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 125/2018

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