Il Tar Liguria ha accolto il ricorso di un esercente contro il provvedimento di diniego all’installazione di apparecchi Vlt in considerazione della norma che vieta l’istallazione di detti apparecchi a meno di 300 metri da un luogo sensibile considerando come tale una specifica via dove “sono presenti numerosi locali frequentati da giovani nelle ore diurne e dalla presenza di persone dedite alla prostituzione nelle ore notturne”.

Per i giudici “non si comprende il nesso logico esistente tra le strutture ricettive e la giustificazione che è stata data al divieto. Se il divieto è giustificato con la presenza sulle vie Variante Aurelia e Variante Cisa, di numerosi locali frequentati da giovani non si comprende per quale ragione l’amministrazione comunale non abbia fatti riferimento a questi locali per individuare i luoghi sensibili. I locali stessi avrebbero potuto, infatti, costituire il luogo sensibile in relazione al quale misurare la distanza prevista dalla norma.

Non è dato comprendere la ragione per la quale, a fronte della presenza di numeroso pubblico giovanile nei locali insistenti su tali vie, il Comune abbia individuato quale punto sensibile le strutture ricettive.

E analogamente per quanto riguarda la giustificazione consistente nella presenza di soggetti dediti alla prostituzione. Anche in questo caso, infatti, non è dato comprendere il nesso tra le strutture ricettive e l’attività di prostituzione.

In conclusione la previsione del regolamento appare illogica, irrazionale e sfornita di adeguata istruttoria.

La disposizione regolamentare impugnata deve, pertanto, essere annullata.

Devono essere annullati, per illegittimità derivata, anche gli atti posti in essere in esecuzione del predetto regolamento”.