Il tribunale Amministrativo Regionale ha accolto la domanda di misura cautelare presentata da una società concessionaria di una sala bingo contro  degli apparecchi da gioco e l’ordinanza in materia di orari.

La società, rappresentata dall’avvocato Cino Benelli, ha chiesto la socpensione del  provvedimento di sospensione del funzionamento di tutti gli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro  e l’ordinanza n. 111 del 26 giugno 2018 avente ad oggetto “Disciplina degli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, installati nelle sale gioco e nelle altre tipologie di esercizi, autorizzati ex artt. 86 e 88 del TULPS”.

“Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale” sottolinea il TAR “Dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti , Considerato che – alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della Società ricorrente, la stessa si trova ad essere al momento incisa, in qualità di soggetto gestore presso Roma Capitale di una sala bingo , regolarmente concessionata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dall’adozione del della determinazione dirigenziale del 20 novembre 2019, notificata il 17 dicembre 2019, avente ad oggetto la “Sospensione del funzionamento di tutti gli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110, comma 6 del TULPS collocati dalla società  nel locale sito in Roma ”; – si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a.; – si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento impugnato, a condizione che siano comunque rispettati i termini e le condizioni stabilite dall’O.S. n. 111 del 26.6.2018; – le suddette circostanze in fatto inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile dell’8 gennaio 2020, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa”.