Il Governo che si insedierà avrà diverse questioni di cui occuparsi, comprese quelle in sospeso riguardanti il comparto dei giochi pubblici.

Fatto salvo quello che è considerato un intervento di riordino, previsto ma mai veramente calendarizzato, ci sono diverse ‘scadenze’ che richiedono un urgente intervento del legislatore.

Tra queste quella del Registro degli Operatori del Gioco, noto come RIES.

Si tratta dell’elenco istituito nel 2015 alla cui iscrizione è obbligato l’esercente abilitato alle attività connesse agli apparecchi da intrattenimento. 

Il Decreto Fiscale del 2019 ha modificato la norma istituendo il Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, a decorrere dall’esercizio 2020. L’iscrizione al Registro costituisce titolo abilitativo all’esercizio di attività legate al gioco pubblico ed è disposta (e rinnovata annualmente) dall’Agenzia, previa verifica del possesso da parte dei richiedenti di specifici requisiti e condizioni, anche finanziari. L’esercizio di qualsiasi attività funzionale alla raccolta di gioco impone l’iscrizione al registro stesso.

Successivamente la norma ha subito ulteriori modifiche.

Ad oggi la scadenza del ‘vecchio’ RIES è prevista per la fine di aprile 2021.

Ad oggi l’iscrizione all’elenco avrebbe validità solo fino ad aprile, dopodichè è prevista l’entrata in vigore del nuovo elenco, che però ancora di fatto non c’è.

In questo momento per risolevere la situazione si rende necessario un intervento legislativo, quindi il coinvolgimento del Parlamento. Quello che potrebbe sembrare un banale obbligo burocratico rappresenta la condizione necessaria e indispensabile per poter operare sul mercato legale. Confidiamo che l’esecutivo, politico o tecnico che sia, espliciti il suo approccio razionale al settore del gioco con la risoluzione di questioni come questa .

Nei giochi scorsi rappresentanti del comparto dell’apparecchio da intrattenimento hanno chiesto di incontrare la direzione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per portare all’attenzione anche il problema del versamento dell’Imposta sugli Intrattenimenti dovuta per l’installazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro. Si tratta di una imposta riferita a tutti gli apparecchi di cui si detiene il nulla osta, versata in modalità forfettaria, indipendentemente dal realefunzionamento degli apparecchi. In questi mesi come sappiamo sale giochi e apparecchi da intrattenimento sono sospesi, si tratta di oltre 200 giorni dall’inizio della pandemia. Anche in questo caso si chiede al legislatore di intervenire.