Chi dice che le attività di slot, sale scommesse, bingo e sale giochi in generale (compresi gli apparecchi da intrattenimento) non sono danneggiati dalle restrizioni introdotte per contrastare la pandemia da Coronavirus dimostra di non conoscere la realtà dei fatti.

Nel periodo compreso tra gennaio e settembre, ovvero i primi 9 mesi dell’anno in corso, il mercato del gioco pubblico, ovvero autorizzato dallo Stato, ha perso il 20,4% del ‘fatturato’.

A fine settembre la raccolta lorda (ovvero le somme a cui vanno sottratte le vincite per poter calcolare la spesa effettiva) ha raggiunto circa 64,5 miliardi di euro, con un calo del -20,4 %  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo risultato è dovuto principalmente al forte calo registrato dal Retail (offerta terrestre), pari al 43,7% (30,9 miliardi di euro nel 2020 contro 54,9 miliardi di euro nel 2019), parzialmente compensato dal canale Online, che ha registrato un trend di crescita del + 28,4%  (33,7 miliardi di euro nel 2020 contro 26,2 miliardi di euro nel 2019).