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(Jamma) – “Ero presente, ieri a Milano, alla Terza Giornata sul contrasto al gioco d’azzardo patologico ed ho avuto il piacere di verificare che finalmente anche altri soggetti stanno mostrando i dati che SAPAR ha evidenziato da tempo. Tali dati dimostrano in maniera chiara e inequivocabile che ci sono altre offerte di gioco molto più aggressive delle Awp; in primis scommesse e Gratta e Vinci. Eppure sui quotidiani continuano ad essere pubblicati articoli scorretti e discriminatori nei confronti delle sole slot. Ora basta, serve ripristinare la giusta e corretta informazione”.

Così Massimo Roma, Presidente della Delegazione Lombardia e vice Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Sapar (Servizi Pubbliche Attrazioni Ricreative), che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando l’articolo “Colori e immagini contro la ‘schiavitù’ del gioco”, pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano “Brescia Oggi” a firma della giornalista Cinzia Reboni.

“L’espressione di Don Mazzi deve quindi essere meglio rielaborata e più correttamente scritta ‘il gioco è l’eroina del terzo millennio’ – ha proseguito Massimo Roma -. Inoltre se si vuole dare corretta informazione e non fare propaganda elettorale, non si può più negare l’evidenza dei dati (mi riferisco anche a quelli ufficiali di qualche tempo fa forniti dal Ministero della Salute) che dicono che le SLOT sono “solo” all’ottavo posto nella classifica della potenziale aggressività del mercato”.

Amara quindi la conclusione del presidente della delegazione lombarda: “Nonostante diversi studi scientifici confermino la maggiore pericolosità delle altre offerte di gioco, la quasi totalità dei regolamenti regionali e comunali va a colpire solamente il settore delle SLOT, senza peraltro risolvere il problema della dipendenza da gioco, costringendo aziende e locali pubblici che lecitamente operano nel settore, seguendo rigidi dettami dello Stato, a chiudere con conseguente grave impatto anche sull’occupazione”.

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